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Consiglio comunale in "Croce" sul futuro presidente, Tari più cara se slitterà la votazione

Mentre l'ex maggioranza attende le amministrative di Taormina il consigliere, indicato dal gruppo Genovese per il dopo De Luca, viene dato anche come futuro vertice dell'Autorità portuale. Ed entro fine mese il voto sulla delibera della tassa rifiuti altrimenti...

Si fa sempre più intricata la matassa sull'elezione dell'ufficio di presidenza in Consiglio comunale. Mentre l'ex opposizione "spinge" per la convocazione che porti a una scelta dal gruppo che sostiene il sindaco Basile c'è attesa. E tutto sembra portare a dopo le elezioni amministrative di fine maggio e in particolare le consultazioni di Taormina dov'è candidato l'ex primo cittadino Cateno De Luca insieme al consigliere Alessandro De Leo. Il "crollo" in aula della maggioranza assoluta sul nome di Nello Pergolizzi non ha cancellato i suoi effetti. 

Chiesti anche chiarimenti alla segreteria generale ma nulla si muove. L'ultima incognita è dettata dalla scadenza di maggio per la votazione della delibera sulle tariffe Tari 2023 (la tassa sui rifiuti) esitate dalla giunta Basile. Se il voto in Consiglio non giungerà entro il mese in corso il rischio è che i messinesi pagheranno la prossima Tari con le tariffe del 2022 e dunque con sei milioni di euro di costi in più, una difficoltà maggiore per l'amministrazione. Dall'ex minoranza che sollecita in Consiglio il bilancio di previsione 2023 già esitato in commissione si parla di dispetto ai danni di Messina per non "disturbare" De Luca impegnato nella nuova ed ennesima campagna elettorale. Consiglio "spaccato" a metà come una mela e fronti contrapposti che non trovano la quadra. Anche sui nomi e a svantaggio dei contribuenti messinesi. 

Dall'ex opposizione torna a farsi forte l'indicazione del consigliere comunale Maurizio Croce, miglior candidato sindaco perdente alle elezioni 2022 e già assessore regionale al Territorio dal luglio al dicembre 2014 durante il governo Crocetta. Indiscrezioni vogliono che sia lui la scelta dei consiglieri vicini a Francantonio Genovese. Voci di corridoio danno Croce, se non dovesse raggiungere l'incarico di presidente del Consiglio come futuro presidente dell'Autorità portuale, l'attuale Mario Mega sta per concludere il mandato governativo. Il nome di Croce risulta gradito a Genovese e associazioni che ruotano attorno alle attività portuali. Di contro i gruppi di Basile che in Consiglio contano su quindici componenti e potrebbero barrare la strada a Croce sulla presunta incompatibiità per l'incarico pubblico sulla gestione del dissesto idrogeologico. Croce che in Consiglio si è visto poco o nulla in questo primo anno è Soggetto attuatore per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni Puglia e Sicilia. Incarico statale che per alcuni vieterebbe la carica di consigliere comunale. Ma al momento non sono stati presentati ricorsi e Croce gode della proclamazione della scorsa estate frutto delle verifiche della commissione elettorale centrale. Ma tutto può succedere da qui in avanti. 

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