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Il Consiglio appoggia Radio Radicale, contrari i Cinquestelle: "Paghiamo già la Rai"

L'aula ha approvato la mozione per il mantenimento dell'emittente, il movimento vota contro e spiega che il servizio pubblico è già svolto con fondi statali. D'Uva non risponde

Anche il Consiglio comunale di Messina sostiene il mantenimento di Radio Radicale. Il governo Conte non intende rinnovare la convenzione attraverso il ministero dello Sviluppo Economico. La maggioranza d'aula ha approvato la mozione per salvare la storica emittente. Gaetano Gennaro del Pd è stato tra i favorevoli: "Un gesto molto significativo che si unisce a quello di coloro che in tutta Italia stanno lottando affinché la voce libera di Radio Radicale non sia messa a tacere. Mi spiace per i colleghi che hanno votato contro, oggi hanno perso un'occasione importante per dimostrare ai cittadini che la libertà e la democrazia sono al di sopra dei Governi di turno e degli schieramenti politici...ma anche questa è democrazia!".

Gli unici a dire no in Consiglio i Cinquestelle. Il capogruppo Andrea Argento spiegando le motivazioni del gruppo ha dichiarato: "Paghiamo la Rai per svolgere il servizio pubblico, se Radio Radicale vuol continuare a trasmettere lo faccia ma senza l'aiuto di soldi pubblici".

Saro Visicaro dell'associazione Leonardo Sciascia dei Radicali prosegue la raccolta firme a sostegno della Radio e si rivolge così al capogruppo alla Camera dei Cinquestelle Francesco D'Uva: "Supero oggi la lunga incertezza che mi impediva di rivolgerti questa sollecitazione. Non riuscivo a superare l'impaccio di una esortazione che ritenevo inutile. Non perché non avesse utilità ma perché pensavo che un cambiamento di posizione del tuo gruppo, e del Governo di cui fai parte, sarebbe necessariamente maturato attraverso un processo di analisi intellettuale e morale collettivo. Ad oggi non è stato così. Il tempo diventa però critico. Non rinnovare la convenzione tra il Mise e Radio Radicale significa quello che tre costituzionalisti messinesi come Gaetano Silvestri, Moschella e D'Andrea hanno scritto assieme a tanti altri loro colleghi. Francesco, porre fine ad un servizio pubblico di interesse generale riconosciuto dall'Agcom e dalla gran parte del mondo politico, accademico, della cultura, dell'informazione e della società civile è inaccettabile. Ti chiedo, ti chiediamo di non ignorare questa sollecitazione. Ferma la morte di Radio Radicale".

Abbiamo chiesto a D'Uva un commento ma l'ufficio stampa ha riferito che risponderà con calma domenica a causa dei lunghi impegni quotidiani. 

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