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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Covid ed elezioni, De Luca lascia una porta aperta: “L'11 gennaio mi dimetto ma il quadro è in evoluzione”

Il sindaco commenta l'emergenza pandemica e i rumors sul possibile rinvio della decisione di lasciare Palazzo Zanca: “Ci sono venti giorni di tempo per ripensarci. Io amministrerò fino all'ultimo secondo, voi pensate ad approvare il bilancio di previsione”

“Dovrei rinviare le mie dimissioni? Intanto, l’11 gennaio le rassegno. Poi ci sono venti giorni di tempo per farli diventare esecutive. Quindi io almeno fino al 31 gennaio faccio il sindaco, fino all’ultimo secondo”.

Il sindaco Cateno De Luca conferma l’intenzione di lasciare Palazzo Zanca all’indomani della sentenza del processo Fenapi ma rassicura sulla gestione dell’emergenza pandemica e lascia una porta aperta a possibili ripensamenti nei venti giorni successivi.

“Ipotizziamo scenari - ha detto De Luca - certo questa emergenza ci vedrà impegnati per tutto questo mese di gennaio, parliamo dell’impennata, poi è ovvio che non sappiamo le varie questioni come si articoleranno. Certo non si può andare avanti come dilettanti allo sbaraglio, né si possono scaricare le tensioni politiche sulla gestione della pandemia”.

Il sindaco ha ricordato poi la situazione complicata negli ospedali, l’impossibilità di effettuare lo screening nelle scuole ma anche dell’obbligo di mascherine Ffp2 “diventate obbligatorie ma che io qua non ho visto”.

”Mancano le cose più elementari”, ha detto De Luca “Le mascherine Ffp2 arriveranno mai qua? Secondo me finisce come i treni, prima li usano al nord e poi ce li manderanno qua, riciclate. In queste condizioni riaprire è da folli. Pe questo ho fatto l’ordinanza ieri, le indiscrezioni sui contagi parlano già di zona arancione”.

 Perchè il sindaco deve fare il sindaco. E questo io ho fatto. Non amministro tramite facebook ma in tutti i modi. Mi sono confrontato in sede istituzionale e ho messo dei dati sul tavolo da cui emerge che non si può riaprire la scuola. L’Asp lo ha certificato e tutti ne abbiamo convenuto”.

De Luca non ha risparmiato i soliti attacchi né al governo nazionale né a quello regionale e neanche ai consiglieri comunali.

“Ora, con la motivazione dell’emergenza pandemica, un po’ di asini volanti vorrebbero che io non mi dimetta – ha aggiunto - A loro dico: già domani cominciate a dare un segnale di concretezza. Va approvato subito il bilancio di previsione per poter eventualmente avviare attività di sostegno in tempo di pandemia. Per finanziare l’organizzazione, il supporto di cui l’Asp ha bisogno. Datelo questo segnale. Per quanto riguarda le mie dimissioni, il quadro è in evoluzione. Pensiamo intanto a vivere il presente e a fare il nostro dovere”.

“Dovrei rinviare le mie dimissioni? Intanto, l’11 gennaio le rassegno. Poi ci sono venti giorni di tempo per farli diventare esecutive. Quindi io almeno fino al 31 gennaio faccio il sindaco, fino all’ultimo secondo”.

Il sindaco Cateno De Luca conferma l’intenzione di lasciare Palazzo Zanca all’indomani della sentenza del processo Fenapi ma rassicura sulla gestione dell’emergenza pandemica e lascia una porta aperta a possibili ripensamenti nei venti giorni successivi.

“Ipotizziamo scenari - ha detto De Luca - certo questa emergenza ci vedrà impegnati per tutto questo mese di gennaio, parliamo dell’impennata, poi è ovvio che non sappiamo le varie questioni come si articoleranno. Certo non si può andare avanti come dilettanti allo sbaraglio, né si possono scaricare le tensioni politiche sulla gestione della pandemia”.

Il sindaco ha ricordato poi la situazione complicata negli ospedali, l’impossibilità di effettuare lo screening nelle scuole ma anche dell’obbligo di mascherine Ffp2 “diventate obbligatorie ma che io qua non ho visto”.

”Mancano le cose più elementari”, ha detto De Luca “Le mascherine Ffp2 arriveranno mai qua? Secondo me finisce come i treni, prima li usano al nord e poi ce li manderanno qua, riciclate. In queste condizioni riaprire è da folli. Pe questo ho fatto l’ordinanza ieri, le indiscrezioni sui contagi parlano già di zona arancione”.

 Perchè il sindaco deve fare il sindaco. E questo io ho fatto. Non amministro tramite facebook ma in tutti i modi. Mi sono confrontato in sede istituzionale e ho messo dei dati sul tavolo da cui emerge che non si può riaprire la scuola. L’Asp lo ha certificato e tutti ne abbiamo convenuto”.

De Luca non ha risparmiato i soliti attacchi né al governo nazionale né a quello regionale e neanche ai consiglieri comunali.

“Ora, con la motivazione dell’emergenza pandemica, un po’ di asini volanti vorrebbero che io non mi dimetta – ha aggiunto - A loro dico: già domani cominciate a dare un segnale di concretezza. Va approvato subito il bilancio di previsione per poter eventualmente avviare attività di sostegno in tempo di pandemia. Per finanziare l’organizzazione, il supporto di cui l’Asp ha bisogno. Datelo questo segnale. Per quanto riguarda le mie dimissioni, il quadro è in evoluzione. Pensiamo intanto a vivere il presente e a fare il nostro dovere”.

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