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Il 26 riaprono i ristoranti ma solo all'aperto, appello al Comune: “Troppe imprese tagliate fuori, si trovino gli spazi”

Il consigliere Russo chiede di avviare in tempi strettissimi e approfittando delle due settimane in cui la Sicilia permarrà nella colorazione arancione, un iter di autorizzazione burocratica semplificata in tema di occupazione temporanea del suolo pubblico. “Non sono le viuzze del centro da tenere in considerazione”. A Ganzirri per esempio...

Riaprire e ripartire: due parole d'ordine che si concretizzeranno dal prossimo 26 aprile, come previsto dall'ultimo decreto illustrato dal premier Draghi. Una delle principali novità, oltre alla road map per le riaperture delle attività, riguarda gli spostamenti tra regioni. L'esecutivo vuole infatti introdurre un ''pass mobilità'' per consentire ai cittadini di muoversi tra regioni di colore diverso o partecipare a determinati eventi, a cominciare dai concerti. 

L'obiettivo è quello di trovare una soluzione operativa già dal 26 aprile, quando inizierà la nuova fase di riaperture. Per questo motivo, già in settimana, potrebbe svolgersi una cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza per discutere di diversi temi, in primis il pass per gli spostamenti e le linee guida per le riaperture.

Un confronto in cui invece non si dovrebbe parlare di coprifuoco. Nonostante le sollecitazioni arrivate da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, il governo non sembra intenzionato a rimuovere il divieto di circolazione dalle 22 alle 5, almeno non in questo momento.

Una scelta che non è stata accolta bene dal mondo della ristorazione. “Aprire i ristoranti lasciando il coprifuoco alle ventidue è solo un tentativo di facciata per allentare la tensione fingendo di intervenire”, è stato il commento dello chef Pasquale Caliri.

Di certo. le prime riaperture saranno una liberazione per milioni di lavoratori italiani e per le loro famiglie ma per i pubblici esercizi, oltre il limite di orario, c’è da gestire anche quello legato all’ospitalità negli ambienti esterni. Troppe imprese vengono tagliate fuori subendo una discriminazione.

Da qui la richiesta del consigliere comunale Alessandro Russo all’amministrazione comunale di Messina di avviare in tempi strettissimi e approfittando delle due settimane in cui la Sicilia permarrà nella colorazione arancione, un iter di autorizzazione burocratica semplificata in tema di occupazione temporanea del suolo pubblico, snellendo la procedura da seguire, agevolando e facilitando in brevi tempi l’autorizzazione all’occupazione degli spazi esterni ai locali ai fini delle attività di ristorazione e accoglienza.

“Nel prossimo “Decreto Sostegni” – spiega Russo - sarà contenuta la copertura per gli introiti cessanti dalla riscossione della Cosap, che verrà assicurata ai Comuni italiani da compensazioni con finanziamenti del Governo. Venendo pertanto meno il timore burocratico e contabile che una veloce assegnazione degli spazi pubblici possa compromettere la riscossione della Cosap, il Comune deve imprimere un’accelerazione sulle procedure di concessione degli spazi pubblici alle attività che ne siano interessate. Occorre considerare – continua Russo - che non tutte le attività di ristorazione cittadine hanno spazi a sufficienza all’esterno dei propri locali ove poter far operare. L’Amministrazione deve dunque porre mano in tempi brevissimi a soluzioni che possano consentire a tutte le attività che riaprono medesime condizioni e medesima parità di trattamento: è quindi opportuno che si faccia uno screening tecnico su tutte le strade e gli spazi pubblici della città, partendo già da adesso, individuando quali vie possano essere chiuse al traffico o ridotte alla circolazione stradale per consentire l’individuazione di spazi da destinare straordinariamente e per questa stagione di ripartenza alle attività di ristorazione che riapriranno a breve”. 

Secondo Russo occorre agire sin dalle prossime ore per evitare i disagi dello scorso anno. “Si individuino subito gli spazi di utilizzare, si pensi alla stagione estiva con ipotesi di restringimento al traffico veicolare onde consentire ai locali che non ne abbiano gli spazi di poter svolgere la propria attività. Non sono le viuzze del centro, chiuse da new jersey in cemento e all’ultimo minuto utile, a dover essere considerate, ma tutte le strade della città, soprattutto quelle interessate dalla presenza effettiva di attività di ristorazione e di accoglienza, soprattutto in zone di città dove questi spazi siano ridotti o inesistenti - si pensi a mero titolo esemplificativo il lungolago a Ganzirri, ove insistono numerose attività di ristorazione senza lo spazio esterno sufficiente a svolgere la propria attività. E’ responsabilità dell’Amministrazione procedere già dalle prossime ore in questa direzione – conclude il consigliere - snellire l’iter di concessione del suolo pubblico; detassare totalmente la concessione di suolo pubblico; individuare su tutto il territorio della città - e in ragione della presenza dei locali privi di spazi esterni - le modalità di concessione di spazi pubblici, di chiusura di strade o piazze, o di riduzione delle carreggiate in maniera tale da mettere sullo stesso piano tutte le attività di ristorazione e accoglienza alla ripartenza delle loro attività”.

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