Covid, l'analisi di Siciliani Liberi: "Sanità regionale al collasso anche perchè mancano 8 miliardi"

Il movimento indipendentista punta il dito contro il mancato riconoscimento di una quota delle accise sul carburante promessa dal Parlamento alla Sicilia. L'attacco del vicesegretario Castriciano al governo Musumeci sulla gestione dell'emergenza

Gianluca Castriciano

Nelle casse della Regione mancano 8 miliardi e 400 milioni. Colpa della mancata promessa del Parlamento che dal 2006 avrebbe dovuto riconoscere alla Sicilia una quota delle accise sui consumi di carburante. Una compensazione stabilita dopo l'aumento fino al 50% delle quote di partecipazione della Sicilia alle spese del sistema sanitario nazionale. 

Un aneddoto, di non secondaria importanza, tirato fuori dal vicesegretario di Siciliani Liberi, Gianluca Castriciano. Secondo il movimento indipendentista, il patto non rispettato da Roma è alla base delle critiche condizoni della sanità siciliana. L'analisi di Castriciano arriva nel momento più delicato con la pandemia da coronavirus che avanza mentre i toni politici sono sempre più esasperati. Non è un caso se negli ultimi tempi, dopo la dichiaraizone della zona arancione anche per l'Isola, il governo Musumeci ha dovuto fare i conti anche agli attacchi dal "fuoco amico" mentre le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore al ramo, Ruggero Razza.

Ecco perchè Gianluca Castriciano, allarga il raggio d'azione. "Se le condizioni della sanità siciliana sono al collasso e ormai fuori controllo - spiega - è anche perché nel 2006, il Parlamento nazionale ha aumentato la quota di compartecipazione alle spese della sanità della Regione siciliana, portandola dal 42% circa a quasi il 50%. In cambio, la Regione siciliana avrebbe dovuto ricevere, a titolo di compensazione, una quota delle accise sui consumi di carburante pari a circa 600 milioni di euro l'anno che, sino ad oggi, non ha mai visto. Facendo un rapido calcolo, al 2020, si parla di un ammanco di 8 miliardi e 400 milioni. In tutti questi anni nessuna levata di scudi sull'argomento dei nostri rappresentanti, ad ogni livello. La politica, di ogni colore, ha gravi responsabilità in merito".

Siciliani Liberi esamina poi la gestione dell'emergenza da parte della giunta Musumeci. "Vorremmo capire come mai, da maggio ad oggi - aggiunge Castriciano -  non siano stati ampliati i posti in terapia intensiva con i dovuti accorgimenti del caso. Ricordo a tutti che a maggio è finito agli arresti domiciliari Antonio Candela, coordinatore della struttura regionale per l'emergenza covid-19. Poi, è stato investito di un compito non del tutto chiaro e definito Guido Bertolaso che avrebbe dovuto occuparsi di coronavirus e turismo. Ma si sono perse le tracce quasi subito. Insomma, una gestione che definire approssimativa è un complimento. Di Musumeci rimarranno le sue comparsate in tv e i suoi richiami al governo nazionale che non hanno portato neppure le briciole. Gli vogliamo ricordare che, per i temi che riguardano la Sicilia, dovrebbe partecipare al Consiglio dei  Ministri col rango di Ministro e avere voto deliberativo. Come recita l'articolo 21 del nostro caro Statuto. Prerogative mai esercitate".

Intanto, c'è una Sicilia che arranca, soprattutto dal punto di vista economico e il Covid potrebbe assestare un colpo pesantissimo. "Questo è un aspetto collaterale - afferma il referente del movimento indipendentista -  del momento che rischia seriamente di mettere con le spalle al muro un'intera isola. Per questo bisognerebbe battere i pugni sul tavolo con Roma per farsi rispettare e provare ad ottenere ciò che ci spetta. Nulla di più. Solo i nostri diritti. Non vogliamo altro. Ma questo governo regionale si è dimostrato pavido e lontano dalle vere esigenze dei siciliani. Apprendiamo con piacere, invece, che alcune forze parlamentari si stiano muovendo a difesa dello Statuto. Una voce nel deserto, ma potrebbe essere un inizio. C'è un disegno di legge in atto per l'istituzione di una moneta parallela e un circuito di compensazione nella nostra regione, un po' come accaduto in Sardegna con il Sardex. Si tratta di un circuito economico all’interno del quale le imprese possono acquistare o cedere beni e servizi grazie ad una piattaforma informatica e all’uso di una moneta complementare come il Tarì. Un gruppo parlamentare all'Ars sembra aver sposato il progetto contenuto nel programma di Siciliani Liberi, redatto dal nostro ideologo, l'economista Massimo Costa. Speriamo ci possano essere sviluppi positivi a breve. Ho una speranza, infine. Confido nel popolo siciliano e soprattutto nei giovani. Vedo un rinnovamento importante nelle nuove leve che vogliono partecipare e impegnarsi per il territorio siciliano. Una nuova presa di coscienza, insomma. Perché la Sicilia è il centro del mediterraneo, non è Sud Italia".

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