Le corse clandestine dei cavalli galoppano in parlamento, Articolo Uno al ministro: “A Messina zone franche senza regole e leggi”

Interpellanza presentata da Nicola Stumpo come anticipato dal segretario provinciale Domenico Siracusano alla manifestazione "Agorà per una città aperta e solidale"

Approdano in parlamento le corse clandestine dei cavalli nella città dello Stretto. Come anticipato durante la manifestazione "Agorà per una città aperta e solidale" dello scorso 30 giugno a Piazza Unione Europea a Messina, la Federazione Provinciale di Articolo Uno ha investito il gruppo parlamentare della questione.

“Si parla tanto, spesso a sproposito, di sicurezza e decoro urbano - spiega Domenico Siracusano, segretario provinciale di Articolo Uno - concentrandosi unicamente su alcuni fenomeni lasciando invece sullo sfondo alcune questioni centrali. L'interpellanza parlamentare vuole tenere accesi i riflettori su fatti che da troppo tempo si ripetono e che segnano nel profondo la comunità messinese. Non ci possono essere "pezzi" di città, in centro e in periferia, che stanno fuori dalla giurisdizione dello Stato diventando "proprietà" di mafie e criminalità organizzata. Serve uno scatto in avanti di tutte le autorità cittadine - conclude Siracusano - fuori da ogni sterile propaganda o ricerca di facile consenso”.

L’interpellanza è stata presentata da Nicola Stumpo e fa riferimento alle “mafie che esercitano il controllo del territorio, non solo attraverso le tradizionali attività di racket, estorsioni e usura, ma anche attraverso azioni dalla forte valenza simbolica, nei territori in cui alla presenza strutturata si affianca una mentalità criminogena diffusa. Tra questi proprio le corse clandestine”.

Nel documento si elencano le diverse operazioni delle forze dell'ordine e procedimenti penali segnalano questa evidenza. Dal processo Totem che ha svelato gli interessi nel quartiere Giostra del gruppo criminale dei Galli-Tibia, storicamente dedito alla gestione delle gare clandestine di cavalli e alle relative scommesse, al processo seguito all'operazione Zikka, l'inchiesta dei carabinieri sul giro di scommesse clandestine intorno alle corse di cavalli nelle zone di Santa Margherita, nell'area in cui si trovano gli edifici del Coordinamento di Edilizia popolare (Cep) in viale Giostra e Gazzi.

“Ancora il 25 giugno 2020 – si legge nel documento -  come segnalato da testate giornalistiche e come rintracciabile da diversi video pubblicati sui principali social network, si è svolta l'ennesima corsa clandestina di cavalli nel quartiere Giostra della città di Messina, coinvolgendo decine di scooter che, di fatto, delimitavano il «circuito» sottratto alle regole dello Stato di diritto e privatizzato a beneficio delle mafie; solo per un puro caso fortuito uno dei due «fantini», caduto dal calesse, in mezzo ai motorini in corsa, dopo che il cavallo era andato a finire contro un guard rail, non ha subito lesioni gravi o messo a rischio la propria incolumità”.

“Non è tollerabile né accettabile che porzioni di territorio possano essere sottratte alla giurisdizione dello Stato per diventare zone franche senza regole e leggi”, scrive Stumpo che chiede al ministro quali iniziative di controllo del territorio e di prevenzione e di contrasto della criminalità abbia messo o intenda mettere in atto, per il tramite della prefettura di Messina, anche attraverso l'attivazione delle competenze e delle risorse del «Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica», con il pieno coinvolgimento degli enti pubblici e delle amministrazioni locali.

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