Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

"Troppo servilismo in questo consiglio comunale”, Pd e M5Stelle abbandonano l'aula

Ad accendere la miccia la richiesta di mozione di sfiducia nei confronti del Collegio dei revisori dei conti proposta dal consigliere di LiberaMe Nello Pergolizzi giudicata irrituale, inopportuna e priva di senso politico. “Ha solo impedito di discutere le proposte all'ordine del giorno”

"Troppo servilismo in questo consiglio. Di chi le colpe e a chi i meriti?" E’ l’attacco del consigliere del M5stelle Pippo Fusco che ieri ha abbandonato il consiglio comunale in polemica. Una seduta infuocata, dove è mancato il numero legale anche per l’uscita dall’aula dei consiglieri del Pd Alessandro Russo e Gaetano Gennaro.

Stesse le ragioni che hanno acceso la miccia: la richiesta di mozione di sfiducia nei confronti del Collegio dei revisori dei conti proposta dal consigliere di LiberaMe Nello Pergolizzi. Se il Pd l’ha definita “irrituale, inopportuna e priva di senso politico”, perché “non spetta  al civico Consesso esprimere giudizi politici nei confronti di organi tecnici e di garanzia, la cui nomina, come nel caso di specie, è prevista per legge attraverso sorteggio” i consiglieri del M5Stelle Andrea Argento, Cristina Cannistrà sono stati altrettanto drastici: "Una aberrazione giuridica e politica nei confronti di un organismo tecnico e super partes, che ha impedito al consiglio comunale di discutere le proposte all'ordine del giorno".

"Altrettanto gravi - proseguono i pentastellati - sono il parere espresso dal segretario generale e l'accoglimento della mozione da parte del presidente Cardile , così come la 'censura' nei nostri confronti, dato che ci è stato impedito di intervenire. Ancora questo Consiglio con il gruppo dei consiglieri che appoggia apertamente questa amministrazione non ha finito di stupirci – continuano - Vogliamo ricordare al Presidente del Consiglio coadiuvato dal segretario  generale che il revisore dei conti è un organo di controllo che la ha funzione di sorvegliare la spesa del denaro pubblico, e ciò non nell'interesse particolare e politico dei consiglieri del sindaco, ma nell'interesse pubblico generale, svolgendo  il proprio compiti di vigilanza e controllo in posizione di assoluta imparzialità ed indipendenza rispetto all'ente locale controllato".

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