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De Luca risponde ad Accorinti: "E' un ipocrita, ha favorito lobby e amici. Lo aspetto comunque al confronto"

Il sindaco rinnova l'invito al suo predecessore a partecipare all'incontro pubblico in programma il 16 novembre a Palazzo Zanca

 

Per una volta Renato Accorinti e Cateno De Luca si sono imitati a vicenda. Il primo ha usato toni accesi e un linguaggio forte, l'altro ha risposto pacatamente, quasi sottovoce alle accuse ricevute.

Entrambi hanno scelto di farlo in video. Oggetto del contendere è l'eventuale partecipazione ad un confronto pubblico, in programma il 16 novembre a Palazzo Zanca, che il sindaco De Luca ha proposto al suo predecessore. 

Un invito rispedito al mittente da Accorinti che ieri sottolineato come il confronto serva soltanto a scatenare uno scontro. Da qui l'attacco contro i toni aggressivi adottati da De Luca durante la campagna elettorale e proseguiti anche dopo l'inizio del mandato. "Ci ha offeso tutti, non accetterò più un confronto con te“ - ha concluso Accorinti.

La replica di De Luca, come prevedibile, non si è fatta attendere andando ad alimentare una guerra dialettica affidata, per il momento, ai social. 

Il sindaco ha iniziato con un'ammissione di colpe. "Ogni tanto esagero è vero - ha spiegato De Luca -  è il mio carattere, lo stress per un lavoro che non mi fa riposare neanche la notte. Sento ogni secondo il senso di responsabilità. Dopo una campagna elettorale dai toni di particolari, speravo che il clima di guerriglia finisse dopo le elezioni. Ho cercato il chiarimento con tutti, anche con Placido Bramanti con cui ho iniziato un percorso istituzionale. Non capisco quindi l'alibi da lei utilizzato per non accettare il confronto del 16 novembre".

De Luca mette poi in discussione l'atteggiamento dello stesso Accorinti. "Mi appare come un sepolcro imbiancato, personaggi che cercano di tenere un atteggiamento, ma poi si rivelano grandi ipocriti. La storia è chiara: io sono stato attaccato, voi nonostante i vostri torti avete messo in discussione la nostra azione politica. Quando si viene sconfitti democraticamente bisognerebbe tacere. Nella relazione del primo anno ho scritto tutto, anche gli atti che ho definito 'porcherie'. E' doveroso un confronto, voi avete continuato le ostilità. Non avete fatto nulla per la città, siete stati cinque anni a galleggiare anche per favorire lobby e qualche amico. In un anno abbiamo fatto cinquecento transazioni, a differenza vostra".

"Nella vita - conclude il sindaco -  se non si è esperti si studia, se lei non era all'altezza si doveva dimettere. I consiglieri Nina Lo Presti e Gino Sturniolo si sono dimessi, dopo aver scritto un libro motivando la loro scelta di lasciare il suo gruppo perchè il programma elettorale è stato tradito. Avrebbe dovuto avere la stessa coerenza".

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