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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Europee, De Luca non vuole più il Ponte e annuncia una manifestazione a Torre Faro

Il leader di Sud Chiama Nord invita i messinesi a protestare il prossimo 25 aprile: "Liberiamo Messina dal Ponte degli affari". Tre anni fa contestava il mancato inserimento dell'opera nel Recovery Plan. Adesso invece pensa "a chi è senza acqua in casa o in campagna". E in tema infrastrutture precisa: "Il corridoio Berlino-Palermo è un'altra cosa"

In amore e in guerra tutto è permesso. Ma anche in campagna elettorale. E così Cateno De Luca completa la sua "mutazione" da No Pontista annunciando per il prossimo 25 aprile una manifestazione il cui titolo non lascia spazio a dubbi: "Liberiamo Messina dal Ponte di Matteo Verdini". Il sindaco di Taormina, in corsa per le Europee con il suo movimento Libertà, dà appuntamento direttamente a Torre Faro in un evento con tanto di intrattenimento musicale che precederà l'intervento del sindaco Federico Basile e la chiusura dello stesso De Luca. Una mossa astuta per accaparrarsi più voti possibile, dicono i detrattori, un ripensamento figlio delle questioni più urgenti, siccità in primis, da affontare, dice lo stesso leader di Sud Chiama Nord e chi lo sostiene.

L'annuncio della manifestazione non è casuale. Arriva a poche ore di distanza dal botta e risposta tra il senatore Nino Germanà e il sindaco Basile. Il primo accusa il secondo di aver cambiato idea sul Ponte e lo invita ad uscire allo scoperto ammettendolo, il secondo replica ricordando che anche in casa Lega c'era stato un clamoroso ripensamento sulla grande opera: quello di Matteo Salvini che fino a pochi anni fa si diceva contrario mentre adesso ne ha fatta una questione quasi di vita o morte (politica si intende).

E De Luca? Tre anni fa si appellava al premier di allora, Mario Draghi, affinché inserisse il Ponte all'interno del recovery plan. Una richiesta a cui seguiva l'annuncio di voler creare "il movimento politico del meridione per cacciare tutti i ladri di consenso elettorale che siedono nel parlamento nazionale in rappresentanza del sud ma agiscono come gli ascari per salvare la propria poltrona e servire i padroni dei partiti”. Poi proseguiva: "Questa è la storia della Sicilia, del Meridione, e cosa dice il ministro Giovannini nel Recovery plan? Che non si mette il ponte sullo Stretto nel Recovery perché non si completerebbe entro il 2026. Magari lo completassimo entro il 2030! Ora voglio vedere i deputati che hanno fatto l’intergruppo per lo Stretto di Messina cosa faranno. "Fate una bella mozione e dite a Draghi di non fare Conte". E ancora: “se ora che avete fatto l’intergruppo, tanta enfasi e quant’altro, farete passare il Recovery senza ponte, allora partirà la rivoluzione del Meridione, sarò io a capeggiare il primo  movimento meridionalista che mandi a quel paese quella classe politica che continua a pisciarci in testa”.

Il De Luca di adesso strizza l'occhio ai No Ponte. Continua ad attaccare senza mezzi termini Matteo Salvini e la sua "idea" di Ponte che ha portato alla riattivazione della Stretto di Messina, fino all'iter che dovrebbe arrivare al progetto esecutivo dell'opera. E a chi sui social gli contesta un cambio di rotta risponde pensando a quelli "senz'acqua nelle campagne perché non vengono sistemati gli invasi, a chi è senza acqua a casa perché le reti sono un colabrodo ecc ecc i soldi per fare tutto questo non posso essere distratti per il ponte".

"Le Europee saranno un referendum sul Ponte"

E durante una diretta Facebook rincara la dose: "Stiamo vedendo che anche sulla scia del Ponte, si stanno massacrando milioni di euro, non vi faremo fare il sacco. Nel frattempo gli animali muoiono perché non c'è acqua, chiedete agli agricoltori. Siamo totalmente contrari a questa logica, ancora abbiamo chi vuole fare affari per unire il deserto. Chi mi dice che adesso mi schiero contro quest'affare confonde il Ponte con il corridoio Berlino-Palermo. Io di fronte a uno scempio e a una certificazione di soli affari non ci posso stare. Le Europee saranno un referendum sul Ponte".

Tutto questo in vista delle Europee a cui l'ex sindaco di Messina punta molto con un movimento variegato a supporto. Un'altra pagina da scrivere dopo il precedente tentativo di far eleggere nel 2019 Dafine Musolino, all'epoca sua fedelissima oggi acerrima rivale in quota Italia Viva. Musolino prese 23mila voti dopo il famoso "Patto della Madonnina" che sancì l'accordo con Forza Italia, partito sempre favorevole al ponte sullo Stretto. Ma questi sono dettagli. 

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