Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Palazzo Zanca, giunta e consiglio da separati in casa: ma nessuno parla di sfiducia

Clima da day after al Comune. Le reazioni dopo il passo indietro del sindaco Cateno De Luca sulle dimissioni e l'esposto contro la presidenza del consiglio. Cardile: "Prendo atto della situazione, ma non ho violato alcun regolamento"

La nuova fase annunciata ieri dal sindaco Cateno De Luca, poco prima di aver strappato in diretta la lettera di dimissioni, vedrà giunta e consiglio comunale convivere da separati in casa. La spaccatura sembra infatti insanabile dopo le parole di fuoco del primo cittadino contro buona parte dell'Aula. Ma tra le stanze di Palazzo Zanca nessuno al momento sembra voler nominare la parola "sfiducia".

Nulla è ancora deciso, ma stando alle primissime indiscrezioni, la possibilità che il Consiglio scelga di staccare la spina all'amministrazione comunale, come suggerito provocatoriamente dallo stesso De Luca, resta remota. A lanciare la pietra potrebbe essere ad esempio Sicilia Futura, a raccoglierla Pd e 5 Stelle sarebbero i primi considerando i fatti finora avvenuti. Poi bisognerebbe arrivare a 22 firme, l'ostacolo più difficile. Fantapolitica al momento, ma i rapporti tra sindaco e consiglieri rischiano di deteriorarsi sempre di più.

De Luca ha infatti annunciato di voler presentare un esposto contro la presidenza del civico consesso. Dito puntato contro Claudio Cardile, "reo" - a detta del sindaco - di aver violato il regolamento. Il riferimento è all'infuocata seduta in cui si è espresso il voto sulla mozione Pergolizzi, culminata con l'invito all'assessore Laura Tringali a lasciare i lavori. "Se il sindaco vuole presentare un esposto me ne farò una ragione - ha spiegato Cardile - non sono per nulla preoccupato visto che ho agito secondo legge dopo essermi confrontato con il segretario generale e gli stessi funzionari della mia segreteria. C'è una norma che disciplina anche il pubblico presente alle sedute, l'assessore Tringali non era tra gli invitati. Dopo la sua affermazione gratuita, in una situazione già delicata, non potevo far altro che allontanarla".

Sulla eventuale mozione di sfiducia Cardile ha le idee chiare. "Non sarò sicuramente io a presentarla, ma dovesse essere formalizzata la mia firma e il mio voto ci saranno. Tuttavia, si tratta di un atto che ha senso portare avanti solo se ci sono i numeri, altrimenti si rafforzerebbe ulteriormente la posizione del sindaco.  L'idea di finire nelle mani di un commissario non è comunque la più opportuna per la città". Sull'argomento resta cauto il vicepresidente Antonino Interdonato. "Io non credo all'utilità della mozione in questo momento, nessuno ha mai detto al sindaco di andarsene anche se adesso ha scelto di non affrontare più l'Aula. Ma se c'è un reale progetto amministrativo è bene che si riuniscano le forze politiche, in quel caso Sicilia Futura non si tirerebbe indietro".

Ma il clima che si respirerà nei prossimi giorni al Comune potrebbe farsi via via più pesante. "E' chiaro che l'attività amministrativa risentirà di questa decisione del sindaco di interrompere ogni rapporto con il consiglio comunale - spiega Cardile - ma posso dire di essere tranquillo anche se l'avversario numero uno adesso sembro io e non più La Paglia. Strano perchè non ho mai rivestito un ruolo da oppositore, anzi sono stato spesso ripreso per l'eccessiva mediazione che ha contraddistinto il mio lavoro da presidente. Adesso invece vengo visto dal sindaco come suo primo avversario politico, ne prendo atto e continuo a lavorare nell'interesse della cosa pubblica".

A proposito di terzietà, Cardile giustifica poi il suo voto alla mozione Pergolizzi. "Ho sempre optato per l'astensione su tutte le proposte di delibera, eccetto quando si è deciso sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Ma se c'è una mozione a carattere squisitamente politico, posso prendermi la responsabilità e decidere secondo coscienza".

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