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Giovedì, 7 Luglio 2022
Politica

Sicilia Vera, De Luca contro gli "scambisti" in politica: "Sui baraccati scandaloso attacco del centrosinistra"

Alla convention per fare il punto sulla campagna di tesseramento tiene banco la querelle con il candidato a sindaco De Domenico. Ma è la spaccatura nel centrodestra che può riscrivere le alleanze e le nuove convergenze politiche. Dalle comunali alle regionali

Duro attacco agli “uomini di destra travestiti da uomini della sinistra”, a quegli “scambisti” della politica che da Forza Italia si ritrovano nel Pd e viceversa “come i deputati Navarra e Genovese”.

E’ partita col botto la convention di Sicilia Vera che si è aperta a Palermo per fare il punto sulla situazione organizzativa del territorio e la campagna di tesseramento. Cateno De Luca, in corsa per la presidenza, non ha deluso le aspettative: è partito subito con gli insulti ai “politici di merda”.

A tenere banco lo scontro sulla lista dei baraccati – anticipata da MessinaToday - messa in piedi per le prossime amministrative al Comune di Messina. Nel mirino è finito il candidato Franco De Domenico che si è espresso “sulla qualità” dei candidati che scendono in campo al suo fianco rispetto a quelli, più numerosi, a sostegno di Federico Basile o a Maurizio Croce. “Io guardo alla qualità delle persone non alla lista della spesa, ci sono liste che fanno rabbrividire”, ha detto De Domenico facendo riferimento alla lista “Mai più baraccati” ma anche a quella “raccogliticcia, con dipendenti della Messina Social city”.

“Classista”, è stata la definizione più generosa di De Luca che ha difeso la scelta di accogliere nelle liste chi è stato fino ad oggi “emarginato e sfruttato”, mostrando così “una sensibilità sociale forte”, di quella che “porta a mettere a primo posto azioni concrete”.

E proprio lo sbaraccamento è stato proposto come fiore all’occhiello della sua amministrazione a Palazzo Zanca. Lo ha ricordato anche alla deputata Matilde Siracusano, nei confronti della quale ha avuto sempre parole di stima per la collaborazione sulle questioni del risanamento e che oggi è designata vicesindaco del candidato del centrosinistra Maurizio Croce. “Quanto siamo scesi in basso! - ha detto De Luca - Vorrei ricordare a Matilde che fino a quando i tentativi sul risanamento li ha fatti lei da sola, non c’è riuscita”.

De Luca ha poi ripercorso la sua storia politica che si è intrecciata con le vicende giudiziarie, in particolare la vicenda Fenapi, l’inchiesta sulla presunta evasione fiscale che si è chiusa con una assoluzione con formula piena dopo dieci anni, ripercorrendo il trauma degli arresti e le ripercussioni dello scontro con i magistrati destinate a durare ancora a lungo.

Poi, l’analisi sugli sprechi della Regione siciliana, “sui soldi distribuiti agli amici degli amici” attraverso la famosa tabella H, prima di ricordare con un video le promesse a non ricandidarsi del presidente della Regione Nello Musumeci “rimasto invece incollato con l’attak”. De Luca è poi tornato ad accusare l’assessore al Bilancio Gaetano Armao “meravigliao” di aver predisposto un bilancio falso. “Mancano all’appello un miliardo e mezzo – ha detto rivolto ad alcuni deputati in sala – state attenti. Vi vuole fare votare un bilancio falso. E stavolta la Corte dei Conti vi viene a cercare a casa. A Danilo Lo Giudice, a cui voglio bene, ho già detto che non parteciperemo ai lavori”.

De Luca ha chiuso poi rinnovando l’appello a scendere in campo per diventare “apostolo” dell’azione politica di Sicilia Vera con la “costituzione di un comitato di liberazione”.

“E’ importante che ci siano tanti esempi come quelli di Ismaele La Vardera – ha detto il candidato alla presidenza della Regione – qua si parte tutti alla pari, senza posizione di rendita né cerchi magici. I principi che abbiamo stabilito li dobbiamo rispettare tutti – ha ricordato anche ai suoi fedelissimi e candidati - Per noi vale il sacrificio, il lavoro, lo studio, l’umiltà, la determinazione e il coraggio che possono renderci protagonisti”.

Al cine teatro Golden di Palermo per la convention anche i candidati a sindaco del capoluogo, l'onorevole Totò Lentini e chi ha deciso di affiancare “il progetto politico di Sicilia vera”, dall'imprenditore Gianluca Maria Calì, all'agrigentino Salvatore Monte all'ex sindaco Daniele Vito Mangiaracina, la sindaca di Valguarnera Caropepe Francesca Draià, l'ex assessore di Ispica Paolo Monaca e  Achille Furioso, presidente dell'ordine degli ingegneri di Agrigento.

Oltre il presidente del movimento Giuseppe Lombardo, il deputato Danilo Lo Giudice, l’ex assessore Dafne Musolino, il portavoce La Vardera, è intervenuto per un saluto il candidato a sindaco di Palermo Francesco Cascio che ha definito “fluida” l’attuale situazione politica anche in relazione alle spaccature nel centrodestra a e definito Cateno De Luca “l’unica novità che si prospetta sullo scenario politico regionale nei prossimi anni”.

“Sicilia Vera non ha un suo candidato a sindaco a Palermo - ha detto Cascio – per cui sono qui, a vostra disposizione e auspico che i palermitani che si riconoscono in Cateno De Luca possano trovare una sintesi sul mio nome. Non condivido quello sta succedendo in una parte della mia area politica, il centrodestra a cui faccio riferimento è diviso in tre candidati. Io sono un pezzo del centrodestra, un pezzo importante. C’è Forza Italia, Coraggio Italia, la Lega che in Sicilia si chiama Viva l’Italia e che a Messina sostiene Basile, c’è insomma un pezzo di centrodestra aperto a convergenze a Palermo come a Messina. Per cui il mio intervento qui è di augurio e di auspicio a convergenze politiche che partano dalle comunali e poi chissà…”.

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