Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

De Luca in conferenza all'Ars: “Sono candidato governatore, a febbraio mi dimetto da sindaco”

Il primo cittadino con il deputato Lo Giudice ha presentato l'assemblea degli amministratori del suo movimento, fissata per l'1 e il 2 ottobre a Taormina. Il duro attacco al governatore e all'assessore Armao. Mentre sulle alleanze avverte: “Vado a tutto campo”

"Ribadisco che sono candidato a governatore della Sicilia". Così il sindaco di Messina e leader di Sicilia Vera, Cateno De Luca, nel corso di una conferenza stampa all'Ars". De Luca , insieme al deputato Danilo Lo Giudice che ha parlato di “un territorio che grida vendetta” e che “ha bisogno di chi ha dimostrato di saper amministrare”, ha presentato l'assemblea degli amministratori del suo movimento, fissata per l'1 e il 2 ottobre a Taormina: "In quella occasione partirà il nostro percorso di organizzazione e capiremo se saremo soli o se ci sarà qualcuno con noi".

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De Luca ha poi annunciato le sue dimissioni da sindaco di Messina "a febbraio" ribadendo la volontà di mettere “sul tavolo il curriculum e l'esperienza di deputato e di tre volte sindaco".

"Vorrei chiedere scusa ai siciliani perché gli abbiamo regalato Musumeci: dopo una iattura come Crocetta, una sciagura come Musumeci la Sicilia non la meritava - ha detto il sindaco di Messina,  durante una conferenza stampa. Duro l'attacco anche al vice presidente e assessore all'Economia, Gaetano Armao 'meravigliao', "fanfarone sotto il profilo politico e contabile".  "C'è una Regione che funziona solo tre mesi l'anno e per gli altri nove mesi non so cosa fanno - ha attaccato -  Non si riesce ad approvare un bilancio nei termini di legge mettendo in ginocchio il sistema dei comuni e delle imprese. Una Regione che approva sempre i bilanci all'ultimo secondo e che ricorre al gioco di prestigio dell'accertamento dei residui, arrivando ad agosto - ha aggiunto -. Poi ci sono le ferie e a novembre si blocca la cassa... Io a Messina il bilancio lo approvo a dicembre". 

A chi gli chiedeva delle possibili alleanze in vista del voto delle Regionali 2022, De Luca ha spiegato: "Vado a tutto campo, non ho pregiudizi nei confronti di nessuno se ci si trova d'accordo sulla strategia di rilancio della Sicilia, ma nessuno cerchi di propormi un governo con in giunta assessori di Crocetta o Musumeci. Il 'Gattopardo' mi piace e l'ho letto sei volte, ma non ne condivido la filosofia - ha continuato il sindaco di Messina, in conferenza stampa accanto al suo deputato regionale di riferimento Danilo Lo Giudice -. Chi ha contribuito a sfasciare la Sicilia negli ultimi dieci anni restando seduto sulla poltrona di assessore non merita di rientrare sul luogo del delitto".

De Luca ha anche annunciato l'incontro oggi con  il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Miccichè: “Gli  consegnerò un documento dal titolo 'vertenza città di Messina', ma potrebbe esserci scritto anche 'vertenza Catania' o 'vertenza Palermo' perché per il 90 per cento di quello che è contenuto all'interno è uguale per tutti. Sono i problemi che gli enti locali hanno con la Regione e con questo governo. A Micciché, a cui mi lega un'antica amicizia, voglio dire che se non prende provvedimenti - ha aggiunto - questo per quanto mi riguarda è un provvedimento di sfratto anche nei suoi confronti perché 'u babbiu è finito anche per lui. Non è pensabile che il presidente di un Parlamento consenta che un governo non porti a compimento le leggi che fa l'Assemblea. Se guardiamo le finanziarie approvate, il 90 per cento di tutto il lavoro fatto nelle commissioni non ha trovato attuazione da parte del governo. Miccichè batta un colpo, tuteli il territorio e autorevolezza del Parlamento perché fatte le leggi si devono applicare". 

Il sindaco ha poi fissato anche dei tempi per la chiusura di eventuali accordi politici nella corsa a Palazzo d'Orleans: "A febbraio mi dimetterò da sindaco di Messina, dopo quella data non ci sarà più tempo. Da qui ad allora ben vangano altri appoggi ma alle mie condizioni. Non sono uomo dei compromessi al ribasso, preferisco non diventare presidente della Regione".

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