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Matasso: “Addio De Michelis, amico dei socialisti siciliani”

Il docente universitario ricorda l'ex ministro che aveva profondi legami con lo Stretto. Dall'amicizia con Nicola Capria alla benedizione di Nanni Ricevuto sottosegretario. Il suo ruolo nella nascita del Pss

Si è spento nella notte Gianni De Michelis, socialista, più volte deputato alla Camera e per una legislatura al Parlamento europeo, già ministro delle Partecipazioni statali, del Lavoro e degli Esteri. Fu anche vice presidente del Consiglio dei ministri durante il governo De Mita. Malato da tempo, negli anni della diaspora del Partito Socialista Italiano tentò di ricostruire una presenza organizzata degli eredi del Psi e del Psdi nella politica italiana della Seconda repubblica. 

A ricordare l’ex ministro è Antonio Matasso, docente universitario e presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”: «Gianni è stato un compagno di intelligenza non comune, un intellettuale vivace ed originale, oltre che un uomo di Stato dotato di una visione globale dei fenomeni con cui si è trovato a confrontarsi, tanto come ministro del Lavoro, quanto come ministro degli Esteri. Sempre vicino a noi socialisti siciliani, era un riformista – conclude Matasso – che veniva dalla scuola del nostro grande ed illustre conterraneo Riccardo Lombardi. Lucido come pochi, la sua acutezza e la sua umanità mancheranno a molti di noi».

L'ex ministro degli Esteri, seguì per anni con grande attenzione le vicende politiche dello Stretto. Oltre il legame affettivo con Nicola Capria, ex ministro socialista di Messina,  accompagnò l'ascesa di Nanni Ricevuto, benedicendo il suo incarico di sottosegretario alle Infrastrutture con delega all'Area dello Stretto. Proprio Nanni Ricevuto, assieme a Gianni De Michelis e qualche altro ex socialista italiano, diedero vita al socialismo “nostrano”: il Pss, partito socialista siciliano, formazione politica nata per “rivendicare” l’idea socialista, in contrapposizione con gli altri compagni separati e che si collocava nel Polo di Fini e Berlusconi, sostenendo di essere la sinistra del centrodestra. 

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