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Longi, le parentele pericolose del sindaco: Antonino Fabio decade per la seconda volta

Il fratello Luigi presidente della Banca che gestiva la tesoreria comunale. A fare ricorso il candidato a sindaco sconfitto che aveva già avuto ragione nel 2018. Il caso

Decade per la seconda volta il sindaco di Longi Antonino Fabio, eletto col 54,99 per cento delle preferenze alle amministrative della primavera 2019. Il tribunale civile di Patti ha dato infatti ragione a Nino Miceli, candidato a sindaco sconfitto alle ultime amministrative che aveva presentato ricorso contestando motivi di incompatibilità. Antonino Fabio è infatti fratello del presidente della Banca di credito cooperativo Valle di Fitalia, Luigi, anche titolare della tesoreria comunale.

Il legale del sindaco in carica hanno improntato la difesa sulla “rimozione delle cause di incompatibilità” in quanto  l'affidamento del servizio di tesoreria è stato poi affidato alle Poste Italiane Spa ma per il tribunale è giusta la decadenza perchè la risoluzione del rapporto con la banca è avvenuta successivamente all’atto di proclamazione del sindaco.

Antonino Fabio, nel marzo 2018, era già decaduto per lo stesso motivo, con ordinanza del Tribunale di Patti. Il collegio giudicante presieduto da Concetta Alacqua (giudici a latere Maria Letizia Calì e Maria Luisa Gullino) aveva già stabilito che “non poteva essere eletto alla carica di sindaco di Longi, poiché il fratello Luigi, già al momento dell’elezione, ricopriva la carica di presidente del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo Valle del Fitalia di Longi, istituto di credito che gestisce il servizio di tesoreria comunale.

La decisione è arrivata dopo il procedimento scattato a seguito di un ricorso presentato dal candidato sindaco sconfitto, sempre Antonino Miceli che, in quella tornata elettorale perse per soli 61 voti.

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