Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Nuovo decreto Covid: cosa cambia da lunedì 11 ottobre 2021 e il passo indietro se torna la zona gialla

Riaprono dopo un anno e mezzo le discoteche al 50 per cento con mascherina e green pass obbligatori. La delusione dei gestori: "Una presa in giro". Cinema e teatri: capienza al 100 per cento, negli stadi invece al 75. Ma se torna la zona gialla, tutto può essere rivisto

È il momento di allentare la stretta. Addio al distanziamento. Il nuovo decreto a partire dall'11 ottobre riapre completamente i luoghi della cultura e permette di riempire per tre quarti gli spalti degli stadi. 

Per le discoteche l'asticella è fissata al 50% al chiuso, 75% all'aperto, per lo sport 60% al chiuso, 75% all'aperto. Le disposizioni sull'aumento dei nuovi limiti percentuali delle presenze, rispetto alla capienza delle strutture, si applicano dal prossimo 11 ottobre, lunedì. E' già iniziato il conto alla rovescia.

Nuovo decreto: cosa cambia dall'11 ottobre

Ritorna quindi la possibilità di riempire al 100% le sale cinematografiche, teatrali e da concerto, anziché soltanto all'80% come suggeriva il Cts. Serve sempre il Green Pass. Questo in zona bianca, perché in gialla il limite al chiuso scende al 50%. Di spettacoli all'aperto con l'arrivo dell'inverno ce ne saranno molto pochi, ma la capienza in questo caso potrà arrivare fino al 100%. Le autorità di pubblica sicurezza potranno sospendere gli spettacoli qualora non sia possibile rispettare le disposizioni di sicurezza anti-Covid. "Invitiamo gli italiani a tornare a vivere la cultura in tranquillità e sicurezza", l’appello del ministro Franceschini.

La capienza in ogni caso potrebbe essere modificata al mutare del quadro della pandemia. In zona bianca e gialla in relazione all'andamento della situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi, potrà essere stabilita una diversa percentuale massima della capienza consentita. Tutto in divenire, dunque.

La riapertura "a metà" delle discoteche

Chiuse dal febbraio del 2020, le discoteche potranno riempirsi al 50% e non al 35 come avevano invece richiesto gli esperti del comitato scientifico: si sta con la mascherina, salvo quando si balla. All'ingresso bisognerà lasciare nome, cognome e un contatto mail o telefonico. Al chiuso deve essere garantita la presenza di impianti di areazione senza riciclo d'aria. I locali all'aperto potranno invece riempirsi al 75%. Tutto questo in fascia bianca, perché se una regione si colora di giallo, arancione o rosso si richiude tutto.

Per gli operatori è "un barlume di speranza", per un settore che fatturava oltre 2 miliardi di euro e messo al tappeto dalla pandemia. Tito Pinton, gestore del Muretto a Jesolo, del Musica a Riccione e del Musica che aprirà a breve a New York, rivela alla Stampa tutta la sua delusione: "Una presa in giro, come sempre, l'unica soluzione è che facciano entrare solo i vaccinati. Come si fa a pensare che attività come le nostre, fatte per lavorare al 100%, possano farlo a queste condizioni? Che ci facciano lavorare al 100%, altrimenti bisogna fare una normativa che riduca proporzionalmente costi di energia elettrica, affitti, Iva, Siae, ma che ragionamenti sono…", ragiona Pinton. "Non conoscono il settore, non conoscono la realtà, sono lontani anni luce - continua - La domanda è: se un concerto è aperto all'80% qual è il criterio? Io non capisco la differenza. Che vengano a vedere, facciamo le cose insieme, ci utilizzino come media comunicativo per far vaccinare i giovani".

"Possiamo dire che il 50% di capienza per i locali al chiuso, fermi da due anni, è un inizio, è un barlume di speranza. Quella del 75% per i locali all'aperto è una notizia che arriva quando ormai è tutto finito, aspettiamo la neve e non il sole. Ora, così come hanno fatto per cinema e teatri, e per tutte le altre attività, l'obiettivo è di poter alzare l'asticella con un andamento positivo della pandemia" dice il gestore della discoteca Praja a Gallipoli (Lecce) Pierpaolo Paradiso. 

"Accogliamo con soddisfazione la decisione dell`esecutivo che ha recepito le nostre istanze e ha aumentato la capienza delle discoteche al 50%. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per un risultato così importante. Ora è arrivato il momento di ripartire in totale sicurezza! Da parte nostra non possiamo che garantire controlli rigorosi, attenzione e la massima professionalità per tornare a vivere la socialità nei nostri locali in maniera sicura". Così il presidente di Silb-Fipe, il Sindacato Italiano dei locali da Ballo, Maurizio Pasca.

Per quel che riguarda gli impianti sportivi, stadi fino al 75% e così tutti gli altri impianti sportivi all'aperto. Al chiuso il decreto alza dal 50 al 60% la capienza massima consentita, rispetto a quella proposta dal Cts. Questo sempre in zona bianca, perché in giallo si torna al 50% all'aperto e al 35% al chiuso. 

Le sanzioni diventano più pesanti

Il governo, probabilmente per limitare i rischi ed evitare l’effetto psicologico del totale abbassamento della guardia, accompagna sanzioni più pesanti. Il gestore che per due volte verrà sorpreso a non rispettare le norme si vedrà chiudere l’attività anche per dieci giorni.

Stato di emergenza anche nel 2022? 

Cos'altro c'è nel decreto 

Green Pass, esami per avvcoati e revenge porn: c'è anche altro nel decreto.

Per "esigenze organizzative" il datore di lavoro potrà chiedere di verificare il possesso del green pass anche in anticipo rispetto all'inizio del turno di lavoro. Lo prevede la bozza del decreto che aumenta le capienze. "In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l'efficace programmazione del lavoro - si legge - i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni» sul green pass «con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative".

Fa il suo ritorno l'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, sessione 2021. L'accesso ai locali deputati allo svolgimento delle prove d'esame è consentito esclusivamente ai soggetti "muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19". "La mancata esibizione da parte dei candidati al personale addetto ai controlli" del green pass costituisce infatti "motivo di esclusione dall'esame"

Ci sono anche norme a tutela dei minori sul reato di revenge porn. In particolare le norme prevedono che "chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato motivo di ritenere che immagini o video a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere oggetto di invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione senza il suo consenso", "può rivolgersi, mediante segnalazione o reclamo, al Garante, il quale, entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta, provvede" ad intervenire.  "Quando le immagini o i video riguardano minori, la richiesta al Garante può essere effettuata anche dai genitori o dagli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela".

Fonte: Today.it

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