Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Centro / Via Vittorio Emanuele

Autorità portuale, De Simone: “Abbiamo fatto tanto lavoro, la strada di Mega sarà in discesa”

Il presidente uscente passa il testimone e ha già ha sentito telefonicamente l'ingegnere prescelto dai Cinquestelle per governare l'ente di via Vittorio Emanuele. L'attacco della deputata Amata: “Nomina illegittima, un ricorso al Tar bloccherebbe tutto”

Nei prossimi giorni, al massimo a settembre il nuovo presidente dell'Autorità portuale Mario Mega sarà nella sede di via Vittorio Emanuele. Oggi i saluti dell'uscente Antonino De Simone che da giugno 2012 guidava l'ente e che ha sentito telefonicamente il prescelto del ministro Danilo Toninelli. Il Consiglio dei ministri ha respinto l'impugnazione presentata dalla Regione Sicilia e dunque ratificato la nomina di Mega alla sedicesima Autorità italiana 

Confermato Mega all'Autorità portuale 

"Lasciamo all'ingegnere Mega tanti progetti a cominciare dal rilancio della cittadella fieristica e dall'approvazione del piano regolatore del porto, avrà poco da inventarsi anche se riteniamo che avrà le sue idee da portare avanti - ha detto Simone - credo che il suo primo obiettivo sarà la Pianta organica e che prediligerà l'informatizzazione dove ha molta competenza, io spero di dargli dei consigli, delle indicazioni, vorrei ringraziare il presidente della Regione Nello Musumeci che sulle zone economiche speciali ha voluto garantire la stessa attenzione a Messina riservata ai porti di Palermo e Augusta". Ai saluti di De Simone erano presenti anche il sindaco De Luca e l'assessore Dafne Musolino. 

Ma la nomina di Mega voluta dal governo nazionale trova alla Regione la posizione piccata della deputata messinese Elvira Amata di Fratelli d'Italia: “Comprendo l’esigenza di alcuni esponenti del partito fantasma di governo di far passare il concetto per cui il Movimento cinquestelle starebbe facendo qualcosa di positivo (basterebbe anche solo “qualcosa”) per il Sud e specificatamente per la Sicilia. Un’inutile fatica visto che, anche in questo caso, con la nomina del nuovo Presidente dell’Autorità portuale rischia di trasformarsi per loro in un boomerang, piuttosto che puntare il dito contro il Governo regionale dovrebbero sapere -certi parlamentari- che non si è fatto alcun ostruzionismo ma si è ritenuto che ruoli, competenze e norme vigenti andassero fatti rispettare. -Sai com’è!- Un brutto vizio di chi pensa che legittimo e onesto non sia solo uno slogan. 

Pertanto, al netto del fatto che non nutro alcun pregiudizio nei riguardi di Mario Paolo Mega che non ho il piacere di conoscere, e volendo chiarire che il mio non è affatto un attacco contra personam, la mia posizione mi impone di specificare che esistono delle ragioni precise dietro i tentennamenti della Governance della Regione. Perplessità che, da presidente della Commissione Statuto dell’Ars, non posso che condividere. La cosiddetta riforma dei Porti del 2016 passó in Conferenza dei Servizi. In quel contesto, la Regione Siciliana (che è a statuto 100-100 speciale) non diede la sua approvazione al 169/16”, quando la nomina non passa in Conferenza dei Servizi, la 241 art 14 quater non si applica, non può andare in Consiglio dei Ministri. L’intesa è obbligatoria. E se la Regione facesse un ricorso lo vincerebbe. Vogliamo discuterne davanti al giudice del Tar con tutte le farraginosità e le ulteriori lungaggini che ciò comporterà? A me sembra stolto e insensato ma è evidente che ai grillini non resta che questo, ossia causare un po’ di caos ai danni del pubblico, per poi urlare alla colpevolezza di altri. Bisogna parlare di norme e leggi esistenti non di fumo. La responsabilità si dimostra prevenendo i danni non salendo sul pulpito senza tener conto delle regole o pensando di poterle ignorare in nome di un presunto copyright sulla veritá assoluta!”.

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