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Terremoto al Comune, De Luca: "Voglio le dimissioni di tutti, assessori e presidenti delle partecipate"

Il leader di Sud chiama Nord lancia strali contro i suoi uomini: "Tanti miei collaboratori e rappresentanti nelle istituzioni si sono adagiati ed imborghesiti, dimenticandosi da dove siamo partiti e cosa facevano prima di conoscermi"

Terremoto in casa Sud chiama Nord. Dopo la notizia dell’espulsione dal partito del deputato regionale Alessandro De Leo, il leader del partito Cateno De Luca è pronto a rimettere in gioco tutte le posizioni.

Dal suo letto di ospedale al Policlinico dove è ricoverato da giorni per una brutta polmonite ha fatto sentire oggi la sua presenza annunciando sul suo profilo facebook che oggi - così come concordato ieri con il sindaco Federico Basile - sarà chiesta "la consegna delle dimissioni di tutti i componenti delle partecipate e dei singoli assessori “per aprire la fase già preannunciata da tempo di un naturale tagliando a due anni dall’insediamento dell’Amministrazione del sindaco Basile”.

Ma non si tratta di un semplice tagliando. Il malumore dell’ex sindaco di Messina e attuale sindaco di Taormina, sembra aver superato il limite toccando anche coloro che sono stati considerati i suoi delfini storici come Danilo Lo Giudice.

“Tanti miei collaboratori e rappresentanti nelle istituzioni si sono adagiati ed imborghesiti, dimenticandosi da dove siamo partiti e cosa facevano prima di conoscermi", scrive De Luca.

"Ho già fatto sapere al coordinatore regionale di sud chiama nord Danilo Lo Giudice che non sono contento del suo operato e non condivido l’andamento della campagna elettorale ed il lassismo che ho registrato tra tante figure istituzionali che oggi esistono grazie all’azione di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord - si legge nel profilo social del federatore della lista Libertà impegnata per le prossime elezioni Europee - Mi sono stancato di essere attorniato da amici ed amiche che ormai hanno assunto le sembianze dei parassiti che ti girano attorno quando tu sei presente ma quando giri le spalle si fanno i caxxi loro".

Un riferimento specifico poi per Dafne Musolino, la senatrice transitata ad Italia Viva e Alessandro De Leo. "Gentaglia politica  non ne voglio più al mio fianco perché squalificano la mia azione politica e se qualche consigliere comunale intende stare a libro paga di qualche strano ambiente deve essere allontanato immediatamente dal partito perché contamina gli altri - scrive De Luca - Lo dico oggi da un letto di ospedale e con l’amarezza nel cuore di non sapere ancora come posso fare campagna elettorale, con la consapevolezza che non voglio più trovarmi in queste condizioni a causa di Satiri danzanti sul mio cadavere. Chi deve andare via da Sud chiama Nord vada via ora così potrà vendersi i propri voti al miglior offerente. Chi ha ruoli istituzionali e non ha intenzione di mettersi la maglietta della Libertà e fare campagna elettorale se ne vada via ora perché sono stufo degli scodinzolamenti e degli sculettamenti per mettersi in mostra mentre chi lavora nei sottoscala o dietro le quinte non viene valorizzato o, peggio ancora, mortificato e sbeffeggiato. Io sono diventato Cateno De Luca senza tutti “mezzi uomini e mezze donne” e se ho sbagliato nel consentire loro questa trasformazione e deriva chiedo scusa a loro e chiedo scusa ai miei elettori".

Insieme al post anche un video sul suo percorso politico e le principali battaglie lanciato per le elezioni Europee dell’8 e 9 giugno.


 

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