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Dimissioni del sindaco De Luca, il lungo giorno della resa dei conti

Seduta straordinaria sulla mozione presentata dal consigliere comunale Sebastiano Pergolizzi. La città spaccata sul futuro dell'amministrazione comunale

“I cittadini hanno bisogno di risposte non di ricatti”. E ancora: “De Luca deve immediatamente cessare la propria strategia folle il cui risultato è stato quello di isolare Messina sul piano istituzionale e lasciarla indifesa di fronte all’inefficienza della gestione sanitaria dell'Asp”.

Sono alcuni passaggi chiave della nota di Volt nella giornata decisiva per il futuro dell’amministrazione comunale.

Ieri è passato il bilancio di previsione la cui impalcatura – ha ammesso il vicesindaco Carlotta Previti “è rimasta assolutamente immutata rispetto al documento oggetto di discussione”.

Lo slittamento dell’approvazione del Bilancio di una seduta aveva spinto il sindaco a confermare le proprie dimissioni riaccendendo lo scontro con il consiglio comunale accusato di ostacolare l’amministrazione.

Dimissioni, l'ordinanza di De Luca che comincia il conto alla rovescia

Oggi è il giorno della resa dei conti in una città spaccata, che riflette la situazione del consiglio comunale che torna a riunirsi  oggi, alle 10.30, in seduta straordinaria relativamente alla mozione presentata dal consigliere comunale Sebastiano Pergolizzi.

Una città spaccata fra chi spera che De Luca mantenga la promessa di non strappare le sue dimissioni e chi gli chiede invece di abbassare i toni e continuare a lavorare responsabilmente.

 “I cittadini hanno bisogno di risposte, non di ricatti” dichiara il coordinatore messinese di Volt Alfredo Mangano che ribadisce la propria preferenza verso il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco, ma si prepara a collaborare ad una alternativa politica a De Luca.   “Se non vuole ritirare le proprie dimissioni, sarà l'unico responsabile di questa scelta, non altri. La città ricorderà di essere rimasta senza guida in mezzo alla tempesta del Covid-19 per mero tornaconto politico personale di chi aveva il dovere di portarla in salvo e lo ricorderà quando si ripresenterà alle elezioni”.

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