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Ex Provincia, i trentanove condannati mantengono il posto

Gli uffici di Palazzo dei Leoni hanno chiarito che nel 2012, anno in cui è stato commesso il reato di assenteismo, la legge Madia non era stata introdotta. Nel caso della Città Metropolitana di Messina solo dopo la Cassazione l'ente dovrà procedere ai provvedimenti disciplinari

A metà mattinata il chiarimento definitivo. La Città Metropolitana non avvierà provvedimenti disciplinari nei confronti dei 39 dipendenti condannati in primo grado per assenteismo ieri. Secondo quanto riferito dagli uffici guidati dalla segretaria generale Maria Angela Caponetti i fatti contestati riguardano il 2012 anno in cui la normativa che porta il nome dell'ex ministra Pd non era stata introdotta e dunque al momento gli impiegati non rischiano provvedimenti drastici come il licenziamento.

Quando nel 2015 furono notificati gli avvisi di garanzia Palazzo dei Leoni aveva avviato le procedure per essere poi sospese. L'ente guidato oggi dal sindaco metropolitano Cateno De Luca dovrà attendere la sentenza definitiva e dunque la Cassazione prima di poter procedere. Al Comune di Milazzo, invece, dove nel 2017 erano stati licenziati in quattro la legge Madia era già stata introdotta quando i reati erano stati commessi secondo le risultanze del processo.

Nel 2015  l'allora commissario dell'ex Provincia di Messina Filippo Romano aveva già avviato le procedure previste dalla normativa in riferimento per l'inchiesta su assenteismo tra gli uffici di Corso Cavour,  la procura aveva inviato 59 avvisi di garanzia a impiegati e funzionari con l' accusa di truffa. Ieri le trentanove condanne.

Si è chiuso in primo grado il processo per assenteismo all'ex Provincia 

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