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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Una norma per avere più donne all'Ars, pressioni trasversali per la doppia preferenza di genere

Dalla Lega al Pd, molti gli esponenti politici che chiedono una modifica della legge elettorale. Attualmente le "deputate" regionali sono solo 18 su 70 e in giunta c'è una sola "assessora"

In una regione in cui all’Ars siedono solo 18 donne su 70 deputati e in giunta c’è una sola “assessora”, si torna a parlare di doppia preferenza di genere. Un tema che torna sempre attuale quando si avvicinano importanti appuntamenti elettorali, come accadrà nel 2022 con le elezioni regionali e con le comunali di Palermo. E così, in maniera trasversale, molte forze politiche stanno pressando affinché si metta mano al più presto al disegno di legge che giace in commissione Affari istituzionali sul tema dell'accesso  paritario per entrambi i generi alla rappresentanza politica.

"Il quadro normativo e giurisprudenziale è chiaro e non lascia alcun margine di dubbio: la Regione Siciliana non può sottrarsi ad una modifica della legge elettorale per inserire la doppia preferenza di genere o altre forme di promozione e tutela della rappresentanza di genere nelle istituzioni. Se così non fosse si rischia di innescare un cortocircuito istituzionale, con la possibilità di un commissariamento o addirittura ricorsi che potrebbero bloccare i processi elettorali”, dice il deputato della Lega Marianna Caronia, intervenendo al dibattito "Rappresentanza di genere: confronto e proposizioni per il raggiungimento della doppia preferenza", promosso da un gruppo di associazioni fra cui Arcidonna Onlus, Aidda, Ande e Officium.

Attualmente, la legge in vigore prevede soltanto la presenza di un terzo per ciascun genere nelle liste provinciali per il rinnovo dell’Ars e l’alternanza uomo-donna nel listino regionale.

“Oggi ciò non basta più - afferma il capogruppo dell’Udc, Eleonora Lo Curto - soprattutto alla luce di quanto il parlamento regionale è riuscito a fare imponendo il doppio voto di genere per le elezioni comunali. È tempo di dare effettiva attuazione all’articolo 51 della Costituzione e all’articolo 3 dello Statuto siciliano. La Sicilia non può rimanere l’unica regione insensibile alle norme statali che prevedono la parità di accesso alle cariche elettive e istituzionali. Confido sull’autorevolezza del presidente Miccichè nel farsi garante dei principi statutari affinché il percorso della riforma per le elezioni regionali non abbia ostacoli e trovi anche ampio consenso tra le forze politiche presenti a Palazzo dei Normanni”.

Il voto troverebbe certamente consensi anche tra le opposizioni. "Il Pd – dice il capogruppo Giuseppe Lupo – continuerà a battersi  per l'introduzione della doppia preferenza di genere alle elezioni regionali. Allo stesso modo garantiamo il nostro impegno per mantenere questo meccanismo alle elezioni comunali: sul terreno delle pari opportunità non si possono fare passi indietro". “L’aumento della  presenza femminile nelle istituzioni elettive – afferma Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia all’Ars - potrebbe contribuire al superamento, in ogni ambito, del fenomeno del gender gap che vede, purtroppo, la nostra isola ai primi posti in Europa”.

“Sono certa che un’autentica e paritaria partecipazione delle donne in politica migliorerà la vita democratica della nostra regione. La nostra – conclude Lo Curto – è una battaglia per la democrazia e non a favore delle donne”.

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