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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica

Questione morale, De Luca all'attacco della Chinnici: "Faccia politica, non il magistrato"

Il leader di Sicilia Vera irrompe nel dibattito che sta infiammando il Pd: "Ci sono leggi per stabilire chi è candidabile e chi no. Si inventano questi processi mediatici perché non hanno niente da dire e per regolare i conti al loro interno"

Saranno presentati entro oggi gli elenchi per le politiche, ma è scontro e crescono i malumori per garantirsi i collegi sicuri. I partiti hanno tempo fino alle 20 per presentare le liste in vista delle elezioni del 25 settembre. Nelle Corti di Appello devono essere depositati i documenti con i nomi dei candidati ma nel primo giorno utile per depositare le liste si sono fatti avanti solo Italexit, Forza Nuova e Cateno De Luca con la lista “Cateno De Luca-sindaco d’Italia – Sud chiama Nord” che ieri nel suo comizio a Palermo ha parlato di “giorni dei lunghi coltelli, in cui emergono le contraddizioni che covano nelle varie coalizioni”.

Contraddizioni che stanno cambiando la geografia politica. Dopo le polemiche nel centrosinistra per i paracadutati, è bagarre anche nel centrodestra per la calata dei candidati che potrebbero piovere da Roma.

Un clima di tensione che non nasconde il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè: “Il partito di Forza Italia sta facendo enormi sacrifici dopo quel taglio di parlamentari su cui in tanti avrebbero fatto bene a riflettere prima – ha commentato Miccichè - È ovvio che quasi ovunque si sta creando una sofferenza della base, ma il compito dei rappresentanti locali è quello di far capire il disagio che stiamo affrontando tutti anziché enfatizzare le pur legittime esigenze locali che sono le stesse in tutto il Paese! Sarà una battaglia importante, quella per vincere le politiche e qui da noi anche le regionali, per questo chiedo a tutti senso di responsabilità è di appartenenza ideale alla nostra bandiera!”.

Ma sulle candidature dall’alto in Sicilia, il caso simbolo che investe schieramenti opposti:Stefania e Bobo Craxi candidati in Sicilia la prima per il Senato con il centrodestra e il secondo per la Camera, nel centrosinistra dove tiene banco invece la questione morale dopo il divieto imposto dalla candidata alla presidenza della Regione Caterina Chinnici che ha chiesto “liste pulite” e le parole di Maria Falcone, la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, che ha denunciato un calo di attenzione sulla legalità e indicato in Piero Grasso la scelta migliore per la corsa all’Ars.

E sul tema della legalità anche De Luca che gioca la doppia partita alle nazionali e come candidato alla presidenza della Regione. “Stiamo assistendo a tribunali che sono stati creati artatamente per cercare di ammazzare alcuni candidati. Ci sono le leggi che stabiliscono le candidabilità e incandidabilità - è l'attacco del leader di Sicilia Vera - Questo lo voglio dire alla collega Caterina Chinnici che ha posto una serie di elementi sulla candidabilità di alcuni personaggi. In relazione a che cosa? Ai rinvii a giudizio che si hanno? Ai processi? Non possiamo nascondere che la Sicilia è caratterizzata da tante forme di mafie. Non c’è solo la mafia della lupara. Rispetto a questo contesto, dove spesso ci si ritrova vittime di certe mafie, come ci dovremmo comportare? Ve lo dice uno che si è trovato all’interno di certi meccanismi perché la mia impertinenza a certi santuari mi ha causato tanti problemi, ho subito 18 processi, due arresti, ho dovuto dedicare dieci anni della mia vita entrando e uscendo dai tribunali, ero nella lista degli impresentabili, ma io ho avuto l’ultima assoluzione il 10 gennaio scorso perché il fatto non sussiste. Cosa avrei dovuto fare in questi anni secondo la morale della Caterina Chinnici, la quale sanno tutti che è incapace. Ha fatto per quattro anni l’assessore regionale di Raffaele Lombardo - è l'affondo del candidato alla presidenza della Regione -  e se i siciliani non se lo ricordano è perché sotto il profilo politico-amministrativo si è dimostrata una nullità. La dobbiamo finire in questa terra con i cognomi blasonati, dei quali abbiamo grande rispetto attenzione, perché abbiamo tanti eroi frutto delle sintonizzazioni delle varie mafie, ma è inutile mischiare due campi. Perché creare un tribunale parallelo fatta dalla politica? Ci sono leggi per stabilire in termini perentori chi è candidabile e chi no. Il dibattito su questo tema a che serve? Semplice, questi non hanno nulla da dire né da proporre. Vorrei ricordare che questo coacervo di persone ci ha governato con Crocetta, e ora si inventano questi processi mediatici perché non hanno niente da dire e servono a regolare i conti al loro interno".

De Luca ha voluto anche manifestare "totale solidarietà per queste vittime che sono oggi a processo in questi tribunali creati dalla politica. Nomi illustri come Giuseppe Lupo che fino alle elezioni amministrative gli è servito ed è stato candidato al consiglio comunale. Ora non è più buono… Caterina Chinnici - ha detto poi rivolto alla sua antagonista - tu non fai il magistrato nel ruolo che hai, tu ci devi spiegare come cambi la Sicilia e sopratttutto se sei in condizione di farlo con i tuoi compagni di merenda che sono quelli che l'hanno affossato durante il governo Crocetta. Dei vostri processi non ce ne frega un cavolo".

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