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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Amministrative, De Luca analizza il voto: "A Messina l'esperimento per vincere a primo turno anche alle regionali"

Dagli avversari "scarsi" alla comunicazione efficace e studiata in ogni dettaglio. Ecco come l'ex sindaco spiega le ragioni di un successo che è solo un tassello per le prossime sfide elettorali. Con queste strategie

“Maurizio Croce si dimetterà da consigliere, il suo seggio però non lo prenderà Alessandro Russo ma Sebastiano Tamà. Per noi il quadro è chiaro e Russo, a cui avevamo proposto di candidarsi con noi, dovrà farsene una ragione”.

Ha già tutti gli scenari pronti il leader di Sicilia Vera, Cateno De Luca. E li ha illustrati stamattina, al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, dove - insieme al neo sindaco Federico Basile e al vice Francesco Gallo - ha esaminato il risultato elettorale di Messina.

Un momento di analisi, una lectio magistralis l'ha definita, per offrire una chiave di lettura della strategia politica che ha portato alla vittoria di Basile al primo turno e alla conquista del premio di maggioranza che - ha voluto incensare De Luca - ha visto in Gallo l'x factor.  

Presente anche il presidente di Sicilia Vera Giuseppe Lombardo che ha aperto i lavori ricordando l’impegno con otto liste “composte in funzione di una campagna elettorale impostata come se le elezioni fossero a turno unico”.

L’invito è stato esteso a tutti gli eletti in consiglio comunale, ai presidenti delle circoscrizioni e i consigli di quartiere, alla deputazione regionale e nazionale di Messina che però hanno disertato l’appuntamento.

De Luca ha da subito gridato alla disinformazione sul risultato di Messina che non ha avuto riscontri immediati con gli exit poll come accaduto invece con altre città, anche più piccole. Un tentativo maldestro - secondo l'ex sindaco - di nascondere un successo "che è solo un tassello di quello che accadrà a livello regionale e anche nazionale. Abbiamo chiesto chiarimenti alla Rai che ancora non sono arrivati".

De Luca ha criticato anche la legge elettorale regionale "voluta dalla casta" ma "queste sono le regole, se non vi piacciono non vi sedete a giocare", ha mandato a dire a chi ha contestato criteri "antidemocratici".

Poi sulla scelta di passare il testimone a Basile svela: "Ho voluto scegliere la persona meno adeguata da un punto di vista della comunicazione politica come elemento di partenza, cioè la notorietà. Basile infatti non esisteva. Ho fatta apposta questa valutazione, aldilà di quello che sono le sue competenze e moralità che dò per scontato. Ho voluto fare l'allenatore, lo stratega, limitando anche la partecipazione ai dibattiti televisivi. L'ho fatto per mettere alla prova il mio ego, la mia megalomania. E' stata dura individuare la giusta miscela tra l'esserci e non offuscare mai il legittimo ruolo di Basile".

L'ex sindaco non ha risparmiato stoccate agli avversari, svelando quello che è stato chiaro sin dalle prime battute: si è puntato tanto sulla comunicazione giocando facile. "Da un punto di vista della comunicazione il candidato del centrosinistra si confondeva anche sugli argomenti di base, penoso, quattro cose dette male. Croce? Un extraterrestre portato a Messina che si confondeva con le vie e i quartieri. L'unico che è entrato nel merito è stato Sturniolo, gli altri sacchi vuoti".

Intanto il 13 luglio si insedierà il consiglio comunale. "Io sono candidato alla presidenza - ha ribadito De Luca - perché questo è l’impegno che ho assunto nei confronti della città. Non lancio nessun appello ai partiti, facciano quello che vogliono, io resto di parte, non sono bipartisan e non ci interessa alcun contatto politico. Ovvio che se arriva qualche voto anche da candidati di altri schieramenti sono graditi, ma niente hanno a che fare con inciuci politici perché hanno fatto di tutto per ammazzarmi e fatto circolare anche sondaggi farlocchi perfino il giorno stesso delle elezioni. Se ci sono dunque consiglieri comunali che ritengono che eleggere un presidente comunque transitorio, ben vengano”.

De Luca ha ribadito infatti di essere un presidente del Consiglio con la scadenza. “Il primo dei non eletti della lista De Luca, Salvatore Caruso, a Natale prenderà il testimone".

Ma l’attenzione è già puntata alle regionali e alle nazionali: “Con le amministrative ho fatto l'esperimento perchè ho impostato tutto come una campagna elettorale a turno unico. Non avevo dubbi sulla vittoria, ma con Basile volevo vincere a primo turno per dare una lezione ai soloni della politica, ai vari Miccichè, Cuffaro, Lombardo, a quelli che teniamo in piedi noi perchè ci facciamo suggestionare da questi nomi che ormai fanno sedute spitritiche completamente scollegati dalla realtà. Oggi il risultato di Messina è diventato leggenda. Ho trasformato le elezioni amministrative in elezioni regionali a turno unico".

Nelle parole di De Luca c'è anche il punto di non ritorno della crisi della vecchia politica. Quella che non si è resa conto del mondo che cambia, rimanendo ancorata a un vecchio modo di cercare consenso. Ma stavolta si arriverà alle elezioni regionali con un novita? che forse ha rotto il giocattolo. 

E le nazionali? "Non sarò candidato tranne che per una eventuale candidatura di servizio, perché io resto in Sicilia, sarò sindaco di Sicilia”. De Luca ipotizza anche il suo principale avversario: “Non c’è dubbio che per il centrosinistra sarà la Chinnici”. 

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