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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Il sindaco suona la sveglia elettorale in versione superquark: "Non lascio Messina, poltronite più pericolosa del covid"

De Luca rilancia la sua candidatura con l'obiettivo di puntare alla presidenza del consiglio comunale, per poi candidarsi a Palermo. “Sono stato costretto a dimettermi perché in questi tre anni è stato molto difficile lavorare”

“Sarò sindaco di Messina sino alle ore 23.59 di domenica 6 febbraio. A seguire verrà nominato dal Governo regionale un Commissario che gestirà la fase transitoria, circa tre mesi, fase che condurrà alle elezioni amministrative, probabilmente a fine maggio. Io non andrò via da Messina e vi assicuro che mi ricandido. Ma sono stato costretto a dimettermi perché in questi tre anni è stato molto difficile lavorare”.

Detta il calendario politico il sindaco di Messina Cateno De Luca, stavolta deciso a portare avanti l’obiettivo di diventare presidente della Regione ma anche di candidarsi come capolista in città per fare il presidente del Consiglio comunale.

E’ suonata dunque la sveglia elettorale con nomi che si rincorrono e pronti a scendere in campo riesumando vecchie aspirazioni. Se nel Pd Francesco De Domenico sembra determinato a sottrarsi dalla competizione, potrebbero accettare la sfida invece Felice Calabrò che avrebbe anche il sostegno del centrodestra o di una parte di esso se l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca non trova la quadra in tutti i gruppi.

Di certo in questo momento, De Luca gioca la carta del candidato “solo contro tutti” e in versione superquark si è lanciato stamani in una analisi della poltronite “più pericolosa del covid e malattia molto diffusa nell’ambito politico, non c’è ancora il vaccino – ha detto – e consiste in una forma patologica che si manifesta in genere dopo un lasso di tempo di contatto tra il culo e la poltrona” che non vogliono più lasciare “anche in presenza di un conclamato fallimento della loro azione politica”.

E mentre per i suoi oppositori l’obiettivo vero del primo cittadino non è la Regione ma quello di rompere tutti i gruppi politici a livello locale, rafforzare la sua posizione in città e utilizzare la candidatura alla Regione come trampolino di lancio per la prossima competizione alle regionali e le politiche di marzo 2023, De Luca non demorde e conferma ancora una volta la sua strategia.

“Sono stato costretto a dimettermi perché in questi tre anni è stato molto difficile lavorare – si legge in una nota - Insieme alla mia squadra di assessori abbiamo lavorato con il cosiddetto “freno a mano”, operare in queste condizioni è ormai diventato impossibile e logorante”.

L’obiettivo è diventare Sindaco della Sicilia, “di questa Sicilia per tutelare i diritti dei siciliani, ma comunque da Messina non vado via – continua - Alle prossime elezioni mi ricandiderò anche a Messina, ovviamente il popolo è sovrano, e se i messinesi decideranno così la città avrà un sindaco o una sindaca scelto all’interno della mia Giunta. Sarò il capolista per fare il Presidente del Consiglio comunale, ruolo che non ho mai ricoperto, un ruolo importante perché mi consentirà di candidarmi a Presidente della regione siciliana, in quanto da sindaco non posso candidarmi a Governatore perché la legge non lo permette. Se i messinesi lo vorranno tornerò a Palazzo Zanca da Presidente del Consiglio comunale. Una carica importante che mi permetterà di potere revisionare l’inaccettabile attuale Regolamento comunale che ha consentito in questi anni, agli attuali consiglieri, di rallentare e boicottare la nostra azione amministrativa grazie al voto di astensione”.

E che la città rimane al primo posto lo ribadisce mentre prepara la relazione di fine mandato: “Voglio continuare a lavorare per Messina e i messinesi; voglio continuare a lavorare per la Sicilia e i siciliani”.

Secondo De Luca “oggi Messina è diventata protagonista” e “noi possiamo scrivere una nuova pagina di storia politica di tutta l’Italia perché dalla Sicilia può partire finalmente quel movimento meridionalista che sappia fare le barricate nei confronti di uno Stato che continua a ignorarci. Tutto riparte da Messina. Questa è una scommessa che faccio insieme a voi, non mi va che il Meridione continui ad essere calpestato e derubato, non mi va che il Presidente della Regione siciliana non venga preso mai in considerazione, non mi va che tutti noi siamo considerati sudici, diventato ormai acronimo di SUD. Basta, la storia si scrive da Messina per lanciare questo progetto. I messinesi, a maggio, e i siciliani poi il 6 novembre 2022 voteranno per il Governatore della Sicilia, e a seguire a marzo del 2023 si voterà per il rinnovo del Parlamento nazionale, e proprio dalla Sicilia deve partire questa spinta meridionalista, se sta bene il Meridione sta bene tutta l’Italia”.

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