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VIDEO | Europee, De Luca fa partire il camper della Libertà: "Lavoriamo per superare il 4% ma c'è un problema di democrazia"

Il leader di Sud chiama Nord presenta esposti contro "il bavaglio" alle liste minori. E lancia un appello agli elettori che lo hanno premiato nelle precedenti competizioni: "Non sono candidato per andarmene ma per liberare questa terra"

Una stoccata ai senatori Nino Germanà ("nessuno si ricorda della settima generazione dei Germanà e cosa ha fatto per Messina") e Dafne Musolino ("le consiglio di organizzarsi qualche manifestazione politica, forse aspetta che le mandi i soldi Renzi, tanto le campagne elettorali gliele ho pagate io"),  l'obiettivo di superare la soglia del 4 per cento alle prossime elezioni Europee facendo in Sicilia la differenza dove si dovrà toccare il 20 per cento. 

Il leader di Sud chiama Nord in piazza Duomo stamani per incontrare stampa e sostenitori chiede agli elettori siciliani che già lo hanno premiato in precedenti appuntamenti elettorali di ridare la fiducia accordata.

L'obiettivo non è irraggiungibile anche se in Italia solo il 23 per cento conosce il progetto Libertà (nato appena un mese e mezzo fa) e in Sicilia solo il 40 per cento. "Un dato inquietante se si pensa che sono molti di più quelli che conoscono me", spiega De Luca che anche oggi ha più volte accusato la stampa nazionale di oscurarlo parlando di "bavaglio" e di "un problema di informazione" con i talk show e le grandi testate ed emittenti televisive che "fanno la par condicio a modo loro" penalizzando Libertà ma anche per le altre liste minori. Sulla vicenda ha presentato un esposto.

"Oggi si parte per cercare di ottenere il risultato straordinario che gli elettori siciliani che ci hanno segnato", assicura. Poi sull'amministrazione Basile a cui ha ceduto il testimone: "E' ancora sotto esame. Una prima azione di sensibilizzazione è stata fatta. Domenica prossima farò il tour 'grazie Messina' partendo da Pezzolo. Previste trenta tappe in un'unica giornata che concluderò a sud con la focacciata, tradizione messinese, per ringraziare la città per quello che mi ha consentito di fare. Io non dimentico che il progetto politico di De Luca si sdogana amministrando Messina".

Tanti i temi toccati sulle principali questioni che riguardano l'Europa e l'Italia a cominciare dal sistema giustizia e che lo vede impegnato anche per le sue vicende personali: domani sarà in Tribunale dove è fissata udienza dopo la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. 

I punti del programma? Sono venti, presentati con lo slogan “Meno Europa, più Italia”, identico a quello usato dalla Lega di Matteo Salvini (“Più Italia, meno Europa”) che ha accusato di copiare. Quelli più significativi riguardano il no alla Bolkestein che colpisce i balneari e ambulanti liberi, alla guerra.

Ma una cosa è chiara: "Io non sono candidato perché devo andare in Europa, sono candidato per rimanere qui, devo liberare questa terra, fare il sindaco della Sicilia. Questa terra può essere liberata solo da noi. L'8 e il 9 di giugno c'è un referendum che riguarda anche quella che sarà l'indicazione definitiva per la prossima presidenza della Regione Siciliana, dobbiamo scardinare questo sistema politico mafioso che c'è in Sicilia. L'esito di questa cometizione creerà le condizioni per la prossima competizione. Io non sono uno che non prende atto del risultato elettorale.  Quindi ora cosa farò da geande lo deciderete voi".

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