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Cateno De Luca: "Riempio le piazze, vincerà chi non vuole essere più calpestato dalle caste"

Politico, showman, comico e musicista, la personalità di De Luca non è mai stata messa in dubbio. Intervistato da CataniaToday dichiara: "Cateno De Luca è Cateno de Luca e rappresenta la poliedricità della società siciliana con elementi di autonomia e indipendentismo"

"Menomale ca si piddiu u stampo dopo che ti ho fatto, mi diceva mia madre". Cateno De Luca, candidato indipendente alla presidenza della Regione Sicilia, si racconta a CataniaToday dopo il comizio di ieri sera in piazza Università. Politico, showman, comico e musicista, la sua personalità poliedrica non è mai stata messa in dubbio. Circostanza, questa, che se da una parte lo premia, dall'altra gli è costata l'accostamento a Silvio Berlusconi e a Beppe Grillo. "Cateno De Luca è Cateno de Luca - risponde l'ex sindaco di Messina parlando di sé in terza persona -, e rappresenta la poliedricità della società siciliana con elementi di autonomia nella testa e indipendentismo nel cuore, riferito a quest'Isola e al mio modo di essere. Perché io mi son fatto da solo, ho rifiutato il posto in banca perché volevo essere indipendente e ho finanziato il movimento politico con le indennità e con l'aiuto del buon Dio".

Dalla sanità alla pubblica amministrazione fino all'emergenza rifiuti, risponde alle domande con toni pacati e, contrariamente a quanto si possa pensare e nonostante qualche espressione di disappunto, mantiene la calma. "Aboliremo il pizzo legalizzato imposto dalla politica e dalla burocrazia - sostiene - affinché la Sicilia venga liberata da queste pastoie e dalla logica di socializzare i costi e privatizzare i ricavi di tutti i pubblici servizi essenziali". Sulla sanità, rifiuti e i rincari di acqua, gas ed energia elettrica "ci sono state delle lobby che hanno saccheggiato la nostra terra - attacca il candidato indipendentista -, noi vogliamo liberare la Sicilia dalla connessione tra queste e gli ambienti mafiosi". 

In merito, poi, all'emergenza rifiuti che ha costretto diversi Comuni - compreso quello peloritano guidato da De Luca - il candidato sferra un attacco all'ex presidente della Regione Nello Musumeci. "Non ha fatto nulla in cinque anni - sostiene - Non ha speso i 65 milioni di euro per creare infrastrutture di secondo livello, eppure era commissario all'emergenza rifiuti, così siamo stati costretti ad aumentare la Tari perché l'umido l'ho dovuto portare in Lombardia per due anni, nonostante abbia raggiunto il 60 per cento di raccolta differenziata". 

L'occasione è utile per tornare sui dati "farlocchi", come li ha definiti lo stesso De Luca, trasmessi su "Porta a Porta", il programma di approfondimento politico condotto da Bruno Vespa che lo vedeva tra gli ultimi nei sondaggi. "Ho commissionato il sondaggio Swg per contrastare l'operazione di 'mascariamento' messa in atto da Schifani e dai suoi sodali, che si è concluso con l'ulteriore attacco di Porta a Porta nei nostri confronti". L'indomani, puntuale, il "Corriere della Sera" pubblica i dati che vedono De Luca occupare la seconda posizione, subito dopo Renato Schifani. "Sono sicuro che siamo primi, ho girato 300 comuni, battuto tutte le piazze, non sono mai stato in una piazza senza gente - rincara la dose De Luca nella redazione di CataniaToday - sono l'unico che fa comizi alla luce del sole".

E di piazze il candidato indipendentista con una lunga carriera politica alle spalle - dalla poltrona di consigliere e successivamente assessore al Comune di Fiumidinisi, il suo paese di origine, fino alla travagliata sindacatura a Messina - non solo ne ha girate ma, a dire di De Luca, ne ha pure riempite, per quella che è una sfida De Luca contro tutti.

La sua carriera politica comincia a 18 anni quando occupa lo scranno da consigliere comunale, per poi diventare assessore al Comune di Fiumedinisi. Da allora di strada ne ha fatta - da responsabile degli attacchini della sezione locale della Democrazia cristiana quando aveva 14 anni, fino all'esperienza tra gli autonomisti di Raffaele Lombardo - non solo tra i palazzi istituzionali, ma anche in quelli di giustizia. In undici anni ha collezionato 18 processi e due arresti. Molte le assoluzioni e qualche prescrizione. "Sono stato arrestato la prima volta il 27 giugno del 2011 alle 21.45 - precisa De Luca - i testimoni principali di quel processo erano tre dirigenti generali della Regione e il dirigente capo del genio civile e, infatti, con Raffaele Lombardo abbiamo un conto in sospeso".

Al di là del rapporto con l'ex governatore siciliano "non mi sono piegato ad accettare gli sconti e li ho rispediti al mittente - dice - con orgoglio ne ho pagato le conseguenze, ma sono incensurato perché non mi piego di fronte alle mafie". Oggi sembra uscirne più forte. "Queste ferite hanno fortificato e creato degli anticorpi talmente forti che mi consentiranno di battere la banda bassotti della poltiica". Ne è sicuro De Luca che conclude: "Il 25 settembre vinceranno i siciliani, quelli normali che non accettano più di essere calpestati dalle caste politche, di cui fa parte il buon Schifani". 

Fonte: CataniaToday.it

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