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Lunedì, 26 Settembre 2022
Elezioni regionali 2022

Regionali, tandem Schifani-De Luca? "In politica mai dire mai", "Non si faccia illusioni"

L'ex sindaco di Messina gela il candidato del centrodestra e annuncia una "operazione verità sui conti della Regione". Ma le politiche di Musumeci finiscono sotto attacco anche del Pd. Lo scontro a distanza tra Provenzano e Razza

Schifani? “Non si faccia illusioni… non esiste neanche la minima possibilità di accordi con lui.  Non farò mai la sua stampella perché non voglio avere a che fare con personaggi che attualmente risultano coinvolti nel sistema Montante, emblema dei più schifosi rapporti tra mafia e politica”.

E’ categorico il leader di “Sud chiama Nord” Cateno De Luca, candidato alla presidenza della Regione Siciliana che replica così all’ipotesi di un accordo con il candidato alla regione del centrodestra dopo che quest’ultimo che alla domanda di alcuni giornalisti su un possibile accordo con De Luca ha risposto: “In politica mai dire mai”.

Una apertura che l’antagonista, ha subito gelato. Con qualche distinguo rispetto agli esponenti di centrodestra: “In passato ho dialogato con Miccichè, a cui ascrivo tante colpe e responsabilità, ma gli riconosco il merito di non essere mai stato accostato a vicende di mafia, appartenendo a tutt'altro mondo rispetto a quello di Schifani”.

Intanto l’ex sindaco di Messina continua la sua campagna elettorale che oggi lo vede protagonista nell’agrigentino. Dopo l’incontro nella città dei Templi, dove ha promesso di avviare una operazione verità “sui bilanci falsi della Sicilia”, oggi è stato a Sciacca dove ha avuto modo di contestare la gestione delle famose Terme.

«Il nostro terzo comandamento programmatico - ha spiegato Cateno De Luca - prevede una “Sicilia con le carte in regola” come diceva Piersanti Mattarella.  Perché al momento l’amministrazione regionale fa acqua da tutte le parti a cominciare dai bilanci non approvati per tempo. Una condizione che rimanda al continuo ricorso alle procedure di emergenza per assolvere a quelli che sono e che dovrebbero essere gli strumenti ordinari di una buona gestione finanziaria dell’Isola. Noi vogliamo mettere fine a questa gestione farlocca dei conti della regione e dare stabilità al popolo dei precari. I Comuni sono costantemente in difficoltà perché la Regione continua a saccheggiare il fondo a loro destinato. Diciamo basta a tutto questo”.

Ma sulle politiche economiche del governo Musumeci e le difficoltà dei Comuni arriva anche dal Pd l'attacco al governo uscente. "Abbiamo sperimentato in questi anni lo stallo del governo Musumeci, con tutte le riforme ferme. Non c’è stata una riforma in questi anni  - ha detto il vice segretario nazionale del Pd, Giuseppe Provenzano, durante una manifestazione elettorale a Catania - "Non c’è un piano regionale dei rifiuti e di transizione ecologica all’altezza, oggi, di poter intercettare le risorse. Inutile - aggiunge - che noi ci battevamo per avere il 40% di risorse per il sud. Questa e’ una loro responsabilità e non di altri". "In tema di siccità - conclude Provenzano - abbiamo avuto una Regione che ha la responsabilità storica di essersi fatta bocciare trentuno progetti per l’irrigazione delle nostre campagne".

Provenzano ha attaccato duramente anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza: "In tema di sanità, con il disastro della pandemia, io mi vergogno, non l’ho mai votato, di avere avuto un assessore come Razza che ha infangato l’immagine della Sicilia in tutto il mondo, ha truccato sui morti, si devono vergognare per quello che hanno fatto".

Dichiarazioni che hanno scatenato l'immediata reazione di Razza: "Il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano, si permette di parlare dei risultati del governo Musumeci, che ha fatto crescere la Sicilia sotto ogni profilo, dal Pil, che cresce più di altre Regioni, alla programmazione e spesa di fondi extrabilancio - è la replica -  Da ex componente dell’ufficio di gabinetto dell’assessore all’Economia sotto l’esperienza disastrosa di Crocetta, quella che ha svenduto la Sicilia ad accordi capestro che sono costati miliardi alle casse dell’Isola, Provenzano farebbe meglio a tacere. Ma non gli riesce, colpito come è sempre stato dal suo furore ideologico. Io ricordo bene quando, seduto accanto a lui nel corso di un consiglio dei Ministri, è intervenuto con il solo scopo di fare male ai conti dell’Isola e ha preteso lo slittamento del varo delle norme di attuazione concordate in sede di commissione paritetica. Un nemico della Sicilia che ha brigato, senza riuscirci, per mandare gambe all’aria i conti isolani. Renato Schifani ha già una certezza: a Roma avrà persone come Musumeci e Meloni, non gente alla Provenzano".

"Quanto al riferimento al procedimento penale a mio carico - aggiunge - Provenzano cita un fatto che si è dimostrato del tutto insussistente è penalmente irrilevante. Se avesse parlato dopo l’elezione al Parlamento -evidenzia Razza- si sarebbe potuto trincerare dietro l’immunità che conseguirà perché messo capolista dal suo partito. In ogni caso prima del 25 scriverò personalmente la querela in cui dovrà rispondere delle sue dichiarazioni improprie, in quanto di dominio pubblico la circostanza che nessun dato relativo ai deceduti per la pandemia è mai stato alterato ma semplicemente indicato secondo un criterio di maggiore aderenza alla realtà fattuale".

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