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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica

Restano in sei per la corsa alla presidenza regionale, escluso Maggiore di Italia Sovrana

Inammissibile il ricorso del partito. Secondo i giudici, la sottoscrizione del mandato alla presentazione della lista è stata autenticata da un soggetto non legittimato

Scendono da sette a sei i candidati alla presidenza della Regione. Con una sentenza emessa oggi, la prima sezione del Tar di Palermo presieduta da Salvatore Veneziano ha giudicato inammissibile il ricorso da Italia Sovrana e Popolare, le cui liste erano state escluse per vizi di forma dall'ufficio centrale regionale per l’elezione del presidente della Regione Siciliana presso la Corte d’appello e l’ufficio territoriale del governo. Una decisione che mette fuori gioco Fabio Maggiore, candidato governatore di Italia Sovrana e Popolare.

La lista regionale di Italia Sovrana e popolare era stata respinta perché la sottoscrizione del mandato alla presentazione della lista è stata autenticata da un soggetto non legittimato. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché è stato notificato solo alla Corte d’Appello e non alla prefettura, ma anche infondato.  

"La presentazione della lista regionale - si legge nella sentenza - ed il deposito dei relativi documenti devono essere effettuati da persona munita di mandato, conferito da chi ricopre, in ambito regionale, la carica di presidente o segretario o coordinatore del partito ovvero della formazione politica che presenta la predetta lista regionale. La firma di chi conferisce il mandato deve essere autenticata".

I giudici hanno confermato l’irregolarità nell’autentica del mandato alla presentazione della lista “in quanto la relativa sottoscrizione era autenticata da un avvocato e non corrispondeva a quanto richiesto".Per rientrare in gioco adesso il partito può solo tentare la carta del ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa.

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