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Giornata mondiale sfratti zero, Siracusano: “Aprire una vertenza casa a partire da Messina”

Il segretario provinciale di ArticoloUno aderisce all'iniziativa dell'Unione inquilini.“Le politiche della casa non possono unicamente essere legate alla questione dello sbaraccamento ma avere un approccio capace di aggredire le tante diseguaglianze sociale”

Scuole occupate da senzatetto, una graduatoria dell'emergenza abitativa ancora da completare e baracche che aspettatano il risanamento. Ha una ragione in più la necessità di aprire una vertenza casa a Messina. I dati relativi alla precarietà abitativa, specialmente nel capoluogo, sono più che allarmanti.

Oltre 4.000 cittadini vivono una emergenza abitativa permanente. Si tratta di un dato che affiancato alla condizione generale dei servizi e del welfare locale evidenzia una enorme questione sociale, specie se si pensa alle centinaia di nuclei familiari che pur avendo una casa vivono in contesti di grande degrado strutturale e sociale, quando non sotto la minaccia di uno sfratto causato dalla precaria condizione economica.

Da qui la piena adesione della Federazione Provinciale di Articolo Uno Messina alla Giornata Mondiale per “Sfratti zero” promossa a livello territoriale da Unione Inquilini.

“Occorre aprire una seria “vertenza casa” a partire dalla città di Messina, ma anche nei centri medi della provincia. Bisogna uscire da un approccio emergenziale che spesso conduce a scorciatoie di tipo privatistico e mercatistico - si legge in una nota del segretario provinciale Domenico Siracusano -  Le politiche della casa non possono unicamente essere legate alla questione dello sbaraccamento ma avere un approccio capace di aggredire le tante diseguaglianze sociale. Famiglie numerose, giovani coppie, famiglie monogenitoriali, studenti, anziani, disoccupati e disabili sono tante le persone che vedono sostanzialmente negato il diritto all’abitare decoroso. Per tutti i soggetti fragili è possibile immaginare politiche abitative efficaci e rispettose dell’ambiente anche sperimentando, ad esempio, forme di housing sociale. La politica sappia ascoltare e interpretare le proposte dei movimenti sociali e costruire programmi di intervento mirati ed adeguati”.

Nei giorni scorsi a VI Commissione convocata su richiesta del consigliere comunale Libero Gioveni si è riunita con l’obiettivo di fare definitivamente chiarezza su una vicenda che tiene in ansia circa 600 famiglie che lo scorso anno avevano presentato regolare istanza al bando scaduto il 28 maggio 2018. La graduatoria sarà pubblicata a dicembre ma secondo il consigliere si fermerà alle prime 50 posizioni con l'aggravante che la disponibilità è di 25 unità.

Da qui l'appello ad effettuare subito un censimento che consenta di tutelare il diritto almeno che acquisiranno le prime 50 famiglie.

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