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Domenica, 23 Gennaio 2022
Palazzo dei Normanni

Familiari delle vittime di mafia assunti alla Regione, l'Ars mette in sicurezza il loro posto di lavoro

Una norma del 2008 aveva messo in dubbio la legittimità delle assunzioni dei parenti delle vittime uccise prima del 1999. A rischio una cinquantina di lavoratori. La legge approvata oggi mette nero su bianco l'interpretazione autentica

Via libera dall'Assemblea regionale siciliana alla norma che, fornendo l'interpretazione autentica di una legge del 1999, mette al riparo decine di assunzioni alla Regione dei familiari delle vittime di mafia. Il testo approvato oggi, con 29 voti favorevoli, chiarisce, infatti, il riferimento temporale della legge della fine degli anni Novanta: a questo punto viene messo nero su bianco il diritto a un posto di dipendente regionale anche per i parenti delle vittime che la mafia uccise prima del 1999. Una modifica del 2008, infatti, aveva stralciato il riferimento temporale, lasciando spazio all'interpretazione e mettendo a rischio circa una cinquantina di assunzioni effettuate negli ultimi tredici anni.

"Con il voto di oggi - ha commentato Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia - l’Ars risolve finalmente l'incomprensibile disparità di trattamento per i parenti delle vittime di mafia, come da tempo chiesto da molte associazioni e da tutte le sigle sindacali. Si risolve una discriminazione in contrasto, peraltro, con lo spirito originale della legge regionale che intende offrire un sostegno concreto a tutti i parenti delle vittime di mafia, evitando odiose graduatorie".

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