menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Fiducia, il consiglio boccia De Luca: soltanto in sei dalla parte del sindaco

Il voto del civico consesso sulla mozione di Nello Pergolizzi privilegia il fronte del "no" creando una frattura con il primo cittadino. Assente De Luca rappresentato e difeso in aula dal vicesindaco Carlotta Previti e dall'assessore Dafne Musolino

Respinta al mittente la mozione di fiducia presentata da Nello Pergolizzi relativa alle dimissioni del sindaco Cateno De Luca. Il consiglio comunale, nel corso della seduta straordinaria di questa mattina, è stato chiamato a votare l'atto presentato dal consigliere per invitare il sindaco a ritirare le sue dimissioni scongiurando il rischio del commissariamento per il comune di Messina in una situazione di emergenza. Su 24 presenti, sono stati 16 i no (Argento, Calabrò, Cannistrà, Fusco, Gennaro, Interdonato, La Fauci, La Tona, Mangano, Cardile, Russo Alessandro, Russo Antonella, Scavello e Sorbello), e soltanto 6 i sì (Caruso, Cipolla, De Leo, Giannetto, Gioveni, Pergolizzi, Serra). Ha sbagliato il suo voto il consigliere Caruso che comunque ha espresso il suo "no" alla mozione. 

Manca ancora un giorno alla efficacia delle dimissioni del sindaco, che, per giovedì 4 febbraio ha organizzato un incontro di commiato alla sua giunta e ai presidenti delle partecipate comunali. Un gesto che sembrerebbe annunciare la volontà del primo cittadino di non ritirare le sue dimissioni. Intanto oggi duro l'attacco da parte della maggior parte dei consiglieri comunali presenti in aula. Assente ai lavori proprio Cateno De Luca, rappresentato in aula dal vicesindaco Carlotta Previti e dall'assessore Dafne Musolino. Cacciata dall'aula Laura Tringali, che, dopo esser intervenuta durante l'intervento del consigliere Piero La Tona, ha suscitato l'ira del civico consesso, costringendo il presidente Cardile a non farla più partecipare ai lavori. 

A presentare la mozione all'aula il consigliere proponente, Nello Pergolizzi, che, dopo aver letto il documento, ha dato il pieno appoggio alla giunta De Luca. "Il sindaco andava sostenuto da tutti - ha detto - Ma nessun deputato regionale è interventuo e l'attività di affiancamento al primo cittadino non solo non c'è stata ma nessuno ha avuto il coraggio di farla. Inopportuno che il sindaco si dimetta perché soltanto solo grazie all'operato di De Luca, che ha stigmatizzato l'operato dell'Asp, abbiamo preso conoscenza di una situazione di emergenza e di difficoltà per tutto il territorio con verifiche di cui si occuperà la magistratura dando conto dei contagi e dei morti". 

Il fronte del "no"

Ad aprire le danze del "no" alla fiducia al sindaco è stato il consigliere comunale in quota al Pd Gaetano Gennaro. "Il sindaco si dimetta e basta anziché annunciarlo e poi posticipare la sua decisione - ha detto - Le sue dimissioni non dipendono da noi ma soltanto da lui anche perché il consiglio comunale non ha ostacolato nessuno". Un punto di vista, quello di Gennaro, condiviso dagli altri membri del gruppo che, dopo aver ritirato gli emendamenti e abbandonato l'aula durante il voto del bilancio di previsione 2021-2023, hanno deciso, invece di rimanere fino alla fine.

"La Paglia è stato inadeguato ma non è uno scontro che attiene a questo consiglio che ha una funzione soltanto politica - ha sottolineato Alessandro Russo - Le ordinanze sono state scritte a emozione e sensazione perché i dati stessi delle sanzioni della Municipale smentiscono il controllo effettuato in città. Sono state elevate in due mesi soltanto 58 sanzioni". E sulla confusione in città durante l'alternarsi di ordinanze è intervenuta Antonella Russo. "Non sappiamo l'indice di contagio, non sappiamo il piano vaccini, non è noto il piano dei ristori - ha dichiarato - Ma De Luca ha mai condiviso con noi qualcosa delle sue lotte all'Asp? Mi stupisco che ieri, dopo il parere negativo dato agli emendamenti del consiglio, i colleghi siano rimasti in aula". 

Una cosa è certa: in periodo di pandemia l'unico nemico è il covid. A ribadirlo il consigliere Pietro La Tona. "Pur consapevole delle difficoltà legate all'emergenza sanitaria, e conscio che l'Asp doveva organizzarsi meglio, ritengo che legare le scelte del sindaco alle sorti della città sia sbagliato - ha sottolineato il consigliere di Sicilia Futura - Questo gruppo continuerà a svolgere il suo ruolo ma qualche pregiudizio ora c'è rispetto al sindaco". 

Tuttavia ricadere nelle mani di un commissario non è scelta auspicabile. "Il miglior commissario non è meglio del peggior sindaco - ha esordito Massimo Rizzo di LiberaMe - Ha insultato ciascuno di noi nel peggiore dei modi, tuttavia non risponderò ai suoi epiteti. Un altro conto è però la fiducia acritica, che non dò a nessuno, soprattutto a un sindaco e a una amministrazione di cui non condivido il programma elettorale". 

A condividere le ragioni del "no" anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle. "Se votiamo no il sindaco ritirerà le sue dimissioni diventando il salvatore della città dal consiglio comunale, se votiamo sì sarà perché siamo tutti vicini a lui - ha spiegato Cristina Cannistrà - Ma questo modo di fare, minacciando sempre le dimissioni, dimostra che non è un uomo forte e che ha delle grandi insicurezze nei confronti del civico consesso".

Ad auspicarsi le dimissioni il consigliere Fusco. "Questo è un momento di attacco alla democrazia condito da volgarizzazione e demonizzazione del consiglio - ha detto - Poco ci manca che a casa dei consiglieri arrivino persone colme d'odio aizzate proprio dal primo cittadino". E sui fondi stanziati per l'emergenza, ha chiarito il consigliere Andrea Argento: "non sono vostri ma del governo. Si tratta di fondi regionali e fondi europei - ha sottolineato - Non passate per benefattori perché ci sono comuni italiani che hanno ffatto anche meglio di noi". 

Una polemica fuori luogo per i consiglieri Benedetto Vaccarino, Salvatore Sorbello, Giovanni Scavello e Giandomenico La Fauci che, infatti, hanno ribadito il loro "no" alla fiducia. 

Il fronte del "si"

Vere e proprie dichiarazioni d'amore, quelle pronunciate in aula dai consiglieri Serena Giannetto e Francesco Cipolla, strenuamente difensori delle azioni del primo cittadino, definito da entrambi "il miglior sindaco che questa città abbia mai avuto", hanno detto chiedendo che De Luca ritiri le sue dimissioni per il bene di Messina.

Critica la posizione di Libero Gioveni che, pur non condividendo le modalità di interveto di Cateno De Luca, ha votato la fiducia al sindaco. "La sua una mossa schettiniana - ha detto Gioveni - La smetta di fare il bambino capriccioso che vuole la caramella sennò non fa i compiti. Che faccia il suo dovere senza colpi di teatro e senza accusarci di aver giocato con la vita delle persone". 

La difesa delle assessore 

Cateno De Luca ha preferito non partecipare alla seduta. Presenti in rappresentanza della gunta invece il vicesindaco Carlotta Previti e l'assessore Dafne Musolino. Nell'arringa della Previti, che non le ha mandate a dire a tutti i consiglieri in aula, a cui ha risposto quasi a uno a uno, è emerso ancora una volta il sostegno alle azioni del primo cittadino.

"L'unico che è davvero intervenuto per il bene della città, lasciando emergere criticità che contrariamente non si sarebbero mai sapute - ha detto - Il consiglio è libero di esprimere le sue opinioni e questa amministrazione non consente che si mettano in discussione i principi di libertà e democrazia". Dopo l'excursus sull'emergenza pandemica mese per mese in città, Carlotta Previti ha tirato ancora una volta le orecchie ai consiglieri, accusandoli di non aver mai supervisionato quanto accadeva all'Asp. "Esprimiamo come amministrazione il ringraziamento al civico consesso per l'approvazione di un bilancio che è importante strumento contabile perché nonostante le critiche consentirà a questa città di essere tale", ha spiegato, tornando in merito alla polemica sorta nei confronti del presidente del consiglio comunale Claudio Cardile

Molto più polemica e dura, invece, la risposta dell'assessore Dafne Musolino. "Ho sentito oggi in aula accuse troppo pesanti verso il sindaco - ha sottolineato - Attribuirgli la strumentalizzazione della pandemia globale è agghiacciante. Ne prendo atto e farò le mie considerazioni che tengo per me. Il consiglio ha fatto da spettatore, il sindaco ha invece agito e su questo non c'è dubbio". 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MessinaToday è in caricamento