Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica

La finanziaria regionale impugnata dal Consiglio dei ministri: "Il governo nazionale ci darà i fondi"

E' quanto assicura l'assessore al Bilancio, Marco Falcone, dopo che sono state tagliate norme per un totale di 800 milioni perché "senza copertura". Il M5S: "Tutto ampiamente previsto, l’esecutivo Schifani non ha fatto proprio niente se non proclami seguiti dal nulla"

Il governo non drammatizza la bocciatura della finanziaria regionale, impugnata ieri sera dal Consiglio dei ministri. "L'impianto della manovra regge", dice l'assessore al Bilancio, Marco Falcone, annunciando che "il ministro della Coesione, Raffaele Fitto, ha manifestato al presidente Schifani la propria disponibilità ad assegnare le risorse del Fsc 2021-2027 da destinare al finanziamento degli investimenti, che sono alla base delle disposizioni oggi impugnate".

Il Consiglio dei ministri ha respinto norme per un totale di 800 milioni, spiegando che sono "in contrasto con la normativa statale relativamente alla copertura finanziaria". In pratica, con un colpo di penna, sono state tagliate dalla legge approvata il 10 febbraio almeno 38 norme interamente finanziate con il Fondo sviluppo e coesione, cioè con contributi nazionali di cui però al momento Palazzo d’Orleans non dispone, perché formalmente manca l'assegnazione ufficiale da parte del governo Meloni.

Gli 800 milioni di norme bocciate sono relativi solo 2023 e arrivano fino a 1,1 miliardi se si calcolano i finanziamenti di natura triennale. "Finanziaria impugnata? La meraviglia è che ci si meravigli. Tutto ampiamente previsto e prevedibile (al punto che lo avevamo anche denunciato in Aula), tranne nelle stanze dei bottoni di Schifani, che per questa sonora bocciatura non può nemmeno appigliarsi all'alibi preferito da Musumeci: scaricare le colpe dei fallimenti sull'ostilità del governo Conte".

Lo afferma il capogruppo del M5S all'Ars, Antonio De Luca, che aggiunge: "Certo che se dovessimo dare le pagelle a questo primo scorcio di legislatura, dovremmo inventarcelo un numero tanto basso. Niente proposte, nessuna iniziativa, solo litigi e la prima e unica legge che è stata fatta è finita a gambe all'aria. Finora l’esecutivo Schifani non ha prodotto nulla di utile, anzi non ha fatto proprio niente, se non proclami seguiti dal nulla, come nel caso del caro voli, o disastri, come le operazioni sfornate dall'assessorato al Turismo. Se il buongiorno si vede dal mattino non è difficile prevedere tempi durissimi per i siciliani".

Il coordinamento regionale Azione parla di "finanziaria 'H', perché nata dalla raccolta degli emendamenti spiccioli e delle richieste dei vari componenti del governo regionale (e non solo); una finanziaria senza programmazione, senza visione sul futuro strategico della Regione siciliana. Nessuna idea di sviluppo per la Regione e i suoi cittadini; nessuna road map programmatica da seguire, soltanto un’accozzaglia di richieste nate come modo per colmare gli appetiti elettorali di chi sta a sala d’Ercole. Il governo a guida Schifani ha fatto un altro buco nell’acqua. Stavolta però a farlo notare è il governo nazionale".  

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