Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

La polemica sui Fondi di Coesione, Germanà: "I soldi per il Ponte non verranno sottratti, Basile non ha capito il suo ruolo"

Il senatore della Lega interviene sulla divisione dei finanziamenti e attacca l'amministrazione comunale

Non si placano le polemiche dopo il netto squilibrio tra Messina, Catania e Palermo relativamente all'attribuzione dei fondi Sviluppo e Coesione 2021-2027. La provincia peloritana avrà circa 100 milioni senza contare la cifra destinata per l'intera provincia, le altre due città dell'Isola invece viaggiano su numeri ben diversi: 944 milioni Palermo e 768 Catania. Ma vanno aggiunti gli 1,3 miliardi previsti per la realizzazione del Ponte, fondi che come scrive il senatore Nino Germanà non sono stati sottratti a Palazzo dei Leoni.

"Vorrei chiarire che la città di Messina non è stata affatto penalizzata nella ripartizione dei fondi per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, in quanto i 1,3 miliardi di euro destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto non verranno sottratti alla città metropolitana di Messina. Questi fondi, infatti, sono imputati per legge alla quota delle amministrazioni centrali per i grandi interventi infrastrutturali, come stabilito chiaramente dalla legge di bilancio n. 213/23 (articolo 1, comma 272, 273): “la somma di un miliardo e trecento milioni di euro, destinata al Ponte sullo Stretto, sul fondo per lo sviluppo e la coesione della Sicilia, è imputata sulla quota afferente alle amministrazioni centrali”.

Poi l'attacco al sindaco Basile. "In merito al presunto mancato coinvolgimento della deputazione nazionale nella programmazione delle opere infrastrutturali dell'accordo di Coesione 2021-2027, è fondamentale chiarire che il processo è regolato dalle nuove disposizioni del Decreto-legge n. 124/2023, che riformula completamente la disciplina di programmazione e gestione del Fondo Sviluppo e Coesione per il periodo 2021-2027. Gli interventi finanziati sono selezionati attraverso specifici Accordi per la Coesione, definiti tra il Ministro per gli Affari Europei e ciascun Presidente di Regione. Questo processo richiede un ruolo attivo da parte delle città metropolitane e dei liberi consorzi, che devono presentare piani strategici e documenti programmatici, collaborando strettamente con le istituzioni regionali. In sintesi la città di Messina otterrà più fondi di Catania e Palermo solo grazie all’impegno della Lega e del Ministro Salvini in quanto con queste risorse sarà dotata anche della tangenziale dall’Annunziata a Granatari e della metroferrovia da Contesse a Papardo. Opere di valore superiore ai 3 miliardi. Purtroppo, il sindaco Basile non solo non ha capito che ruolo avrebbe dovuto svolgere in questo iter di programmazione dell’Accordo di Coesione con la regione, ma non ha mai neanche fornito input o richieste alla deputazione nazionale per essere supportato al fine di rappresentare efficacemente gli interessi del territorio che dovrebbe amministrare. Questa mancanza dimostra, ancora una volta, una mancata visione di sviluppo, una chiara incapacità di pianificazione strategica e dialogo istituzionale, palesando ancora una volta la sua evidente inadeguatezza nel pianificare e gestire il futuro della città".

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