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Fondo sviluppo e coesione, esclusi 60% dei progetti del messinese: 47 sindaci pronti all'azione legale

Quarantasette primi cittadini scrivono al presidente della Regione contestando l'assoluta "mancanza di trasparenza" nei criteri seguito. La richiesta di accesso agli atti e le contestazioni

Un documento per denunciare mancata trasparenza e di "concertazione con i territori". Ma anche l'ipotesi di una azione contro la Regione. E' quelo inviato da numerosi sindaci della provincia di Messina, compreso il sindaco della città metropolitana Federico Basile, al presidente della Regione Renato Schifani e al dirigente  generale del Dipartimento Regionale della Programmazione Vincenzo Falgares.

All'indomani della firma del nuovo patto di coesione firmato ieri a Palermo dalla premier Giorgia Meloni assieme al governatore Renato Schifani, c'è poco da stare allegri.

In 47 muovono un a serie di rilievi a cominciare dal fatto che nella ripartizione dei fondi "per quanto attiene la sola provincia di Messina, sono inseriti interventi per meno del 40% dei Comuni e che svariati progetti di livello esecutivo e cantierabili non vi figurano, pur essendo stati aggiornati e trasmessi nei mesi scorsi dai Comuni ai vari Assessorati e Dipartimenti regionali competenti per ambito di intervento".

Si contesta anche "l'assoluta mancanza di concertazione con i territori e che ha portato alla individuazione degli interventi da includere nel piano degli investimenti che tagliano fuori oltre il 60% dei Comuni della provincia, oltre che della stessa Città Metropolitana di Messina, unica delle 3 della Sicilia alla quale non è stato riservato nemmeno un euro di risorse, contrariamente a quanto invece accaduto per quella di Palermo e di Catania, svilendo così il ruolo dell’Ente Territoriale che per sua definizione dovrebbe curare lo sviluppo strategico dell’intero territorio metropolitano, attraverso la promozione e la gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione".

Sotto accusa la delibera n.192 del 22 maggio 2024 con la quale la Giunta regionale ha assegnato i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione 2021/2027 per un importo totale di circa 8,2 miliardi di euro da destinare a interventi infrastrutturali nei settori: Competitività imprese; Energia; Ambiente e risorse naturali; Cultura; Trasporti e mobilità; Riqualificazione urbana; Sociale e salute; Istruzione e formazione; Capacità amministrativa.

"Né la Deliberazione in oggetto, né i documenti ad essa allegati, fanno alcun cenno ai criteri di selezione adottati dal Dipartimento regionale della programmazione e dagli altri Dipartimenti e strutture regionali, in merito agli interventi da realizzare mediante le ingenti risorse FSC 2021-2027", scrivono i sindaci che chiedono "di conoscere le puntuali motivazioni strategiche ed i criteri di priorità adottati dal Dipartimento regionale della programmazione e dagli altri Dipartimenti e strutture tecniche regionali, per la selezione degli interventi da realizzare mediante le risorse FSC 2021-2027, riservandosi fin d’ora di formulare richiesta di accesso agli atti amministrativi ai sensi della Legge n. 241/1990 e di intraprendere ogni eventuale azione legale a tutela dei Comuni rappresentati."

A firmare il documento i sindaci di Comune di Messina e Città metropolitana, Alì, Alì Terme, Antillo, Capizzi, Castel di Lucio, Castroreale, Cesarò, Condrò, Giumedinisi, Floresta, Forza D'Agrò, Francavilla di Sicilia, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Gualtieri Sicaminò, Itala, Letojanni, Librizzi, Malvagna, Mazzarrà Sant'Andrea, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pagliara, Pettineo, Roccafiorita, Roccalumera, Rodì, San Filippo del Mela, San Teodoro, San Piero Patti, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Sant'Angelo di Brolo, Santo Stefano di Camastra, Caponara, Savoca, Taormina, Tripi, Venetico, Villafranca Tirrena.

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