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Rifiuti, critiche di Messinaccomuna, Lombardo e Musolino: “Sono attacchi di chi ha devastato la città”

Il presidente di Messinaservizi e l'assessore difendono l'operato su nomine e risultati della raccolta differenziata. Le contestazioni al sindaco De Luca sulla possibile esternalizzazione dei servizi che si trova contro anche Cgil e Uil

"Quelli che non sono stati all’altezza di gestire la città in cinque anni sono stati proprio i componenti della Giunta Accorinti e i manager da loro nominati che ora accusano il sindaco de Luca e il managment delle partecipate di colpe che sono essenzialmente loro e che la giunta attuale ha ereditato”. A dirlo il presidente della Messinaservizi Giuseppe Lombardo e l'assessore all'ambiente Dafne Musolino - che replicano con una lunga nota a Messinaccomuna difendendo il proprio operato.

Messinaccomuna ha contestato la decisione del sindaco De Luca di esternalizzare i servizi di raccolta suppellettili ed ingombranti di vario genere, pulizia straordinaria spiaggia, scerbatura di alcuni siti urbani, contestando complessivamente tutto l’operato del sindaco.

 “Per governare una città di rango metropolitano – hanno scritto gli attivisti del laboratorio politico -  ci vogliono competenze, esperienza, lavoro di squadra, qualità. Togliere manager di livello nazionale dalle partecipate (Foti, Iacomelli, Cipollini) per sostituirli con amici e fedelissimi dell’uomo solo al comando, è un grave errore e un danno alla città. In un anno di governo l’uomo solo Cateno Laqualunque non ha mai avuto il controllo della situazione. Emergenza abitativa: nemmeno sfiorata; trasporto pubblico: affossato; raccolta differenziata: ferma; servizi sociali: allo sbando, coi lavoratori non tutelati. Gli errori del piano finanziario della città sono marchiani (lo dimostra plasticamente l’ordinanza sui rimborsi chilometrici della Regione ad Atm); le valutazioni sbagliate negli atti, molte e ripetute. Un record assoluto di errori e obiettivi mancati, per uno che il Sindaco (non) lo sa fare».

Sculla stessa scia le reazioni della Uil e della Fp Cgil che si augura che “la decisione di esternalizzare per soli dieci giorni, alcuni servizi, scerbatura e spazzamento, non sia il preludio della privatizzazione”. In un’eventualità di questo tipo il sindacato si metterà di traverso: “Se proprio la MSBC non ce la fa per carenza di dipendenti, si assuma il personale, così come deciso con l’approvazione della nuova dotazione organica, per dare lavoro e dignità ai giovani disoccupati di questa città e non si facciano regalie a ditte private sulle spalle dei contribuenti di Messina”.

Sulle contestazioni la replica di Lombardo e Musolino che ricordano che per “la prima a febbraio 2019 è stato approvato il piano economico, industriale e finanziario della MessinaServizi, passando da una gestione approssimativa ad un assetto aziendale”, approvando anche la pianta organica dell'azienda. “Di seguito – continua l’assessore e il presidente della società - sono stati avviati e realizzati investimenti per 11 milioni di euro, in parte utilizzati per l' acquisto di attrezzatura e materiale per la raccolta differenziata porta a porta che è in fase di consegna in questi giorni, e in parte per il noleggio di 120 mezzi nuovi in arrivo proprio nelle prossima ore”. 

E giù una serie di dati sull’aumento della differenziata.

Il tasto dolente, quello sulle nomine: “L’ingegnere Iacomelli – scrivono Lombardo e Musolino -  che sulla carta vanta titoli e incarichi prestigiosi, a Messina non ha saputo gestire nè l’ordinario nè lo straordinario, tanto che per risolvere  la crisi dei rifiuti di novembre dello scorso anno ha dovuto fare fronte ad un noleggio straordinario di mezzi, cercando di recuperare a quello che è stato un suo errore di valutazione iniziale causato dalla interruzione del servizio di manutenzione dei mezzi che, uno dopo l’altro, a causa della vetustà e dell’usura, si sono fermati generando il blocco della raccolta”.

“Anche il ritardo sull’avvio  della raccolta differenziata – continuano -  è imputabile alle distrazioni dell’ex direttore Generale, troppo occupato a gestire il personale mediante accordi con sindacati ed i partiti politici, pur di mantenere la poltrona, invece di gestire i problemi dell’azienda. Per non parlare del fatto che, sebbene lautamente remunerato per il suo incarico, l’ingegnere Iacomelli ha continuato a lavorare, con il consenso del Sindaco Accorinti e dell’amministratore pro tempore Ginatempo, per un’altra società spendendo circa due terzi del suo tempo in tale attività invece di fare il direttore Ggenerale.  A noi – concludono Lombardo e Musolino - non interessa la poltrona, ma i risultati che sicuramente porteremo a compimento prima dei 5 anni sia per la differenziata”.

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