Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Giarrusso: “Revisione al piano paesaggistico? Tentativi beceri di chi vuole arricchirsi inquinando””

Dopo l'aut aut dell'onorevole Antonio Catalfamo, arriva anche quello del candidato alle Europee del Movimento 5 Stelle: “Il tentativo di costruire un mega inceneritore nella Valle del Mela appartiene al passato ed è definitivamente chiuso”

 «Il piano paesaggistico di Messina e di buona parte della sua provincia non si tocca». Dopo l'aut aut dell'onorevole Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia, arriva anche quello del candidato del Movimento 5 Stelle a queste elezioni europee Dino Giarrusso.

Dopo la sentenza del Tar che ha dato 180 giorni di tempo alla Regione per convalidare il piano paesaggistico dell'ambito 9“, la preoccupazione è che si possano rimettere in discussione, con eventuali modifiche al Piano, punti fermi che sono stati all'origine di tante battaglie ambientali nella Valle del Mela. 

 «Dietro le richieste di revisione - va giù duro Giarruso - spesso si celano i tentativi più beceri della grande industria e di chi vorrebbe arricchirsi inquinando territori e cittadini. Neanche un mese fa ero a Milazzo insieme al ministro all’Ambiente Sergio Costa che sul tema è stato chiarissimo. Il tentativo di costruire un mega inceneritore nella Valle del Mela appartiene al passato ed è definitivamente chiuso. Il futuro del nostro Paese sta nel rispetto dell’ambiente. Inoltre le industrie ecosostenibili creano più posti di lavoro di quelle tradizionali. I soliti politicanti, dal Pd o dal centro destra non si sognino neanche di riaprire spiragli per attività inquinanti in una zona che ha già sofferto molto”. 

Inceneritore nella Valle del Mela, torna la paura 

Il riferimento, neanche celato è al deputato regionale Franco De Domenico e al neo sindaco di Brolo, Giuseppe Laccoto che nei giorni scorsi si sono detti pronti aporre  interrogazioni volte a chiedere “miglioramenti” del piano “evitando inutili vincoli burocratici”. 

“Sull’ambiente il Movimento 5 Stelle - conclude Giarruso - non arretrerà di un passo e non permetteremo che una sentenza del Tar venga strumentalizzata e stravolta per rovinare ancora di più ambiente e paesaggio già, nella nostra Isola, violentati da una certa industria e dalla speculazione edilizia.»

Giarruso ricorda anche che il piano impugnato, che è stato emanato dal Dirigente generale anziché dall'assessore regionale, resterà nel frattempo valido. Il Tar infatti non ha fatto decadere immediatamente le misure di salvaguardia ambientale, ma solo preso atto di un vizio formale nella sua adozione, e intimato alla Regione di provvedere.

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