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Peppe Picciolo

Peppe Picciolo

Governo Draghi, M5S e Sicilia Futura delusi: "Sicilia dimenticata"

I deputati regionali intervengono dopo la nomina dei ministri fatta dal nuovo premier: "Non essere rappresentati nell'esecutivo è uno schiaffo per i nostri cittadini". Il leader di Sicilia Futura Beppe Picciolo: “Abbiamo toccato il punto più basso della nostra classe politica meridionale”

"Non era certo questo il governo che ci aspettavamo e che ci si aspettava soprattutto in Sicilia. Siamo delusi sia dal nome dei ministri, che dalla loro provenienza geografica. La Sicilia è stata totalmente dimenticata, e in questo momento storico, con la programmazione del Recovery fund, questo può essere devastante, contribuendo ad allargare ancora di più il gap tra Nord e Sud. Se fossimo al posto dei parlamentari siciliani a Roma  non voteremmo la fiducia a questo governo Draghi".

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars. Mentre dal presidente della Regione Nello Musumeci arrivano gli auguri di buon lavoro, non mancano i mugugni e le delusioni.

Governo Draghi, chi ha vinto e chi ha perso

"La Sicilia - afferma il capogruppo Giovanni Di Caro - è sempre stata una roccaforte per il Movimento 5 stelle, non essere rappresentata nell’esecutivo è uno schiaffo per i nostri cittadini, che non meritavano. Inoltre abbiamo ceduto ministeri chiave e capisaldi dell'azione politica del Movimento, primo fra tutti il ministero del Lavoro".

Sul nuovo governo anche le reazioni di Beppe Picciolo (leader di Sicilia Futura) che parla di sun super governo ma a trazione nordista. “Purtroppo se ricordate il famoso film ‘Ad ovest di paperino’ e lo trasferite al super governissimo del presidente… a Sud della Lucania… il buio politico! Ben ci sta penseranno in tanti! Certamente… se non ci fossero 209 milioni di euro di motivi di vita o di morte per il meridione. Confidiamo in Colao, Carfagna e Speranza? Certo. Proprio la speranza è davvero l’ultima, stavolta, a morire. Confidiamo di più nei presidenti Mattarella e Draghi che rovesceranno il tavolo che fino ad oggi ha portato tutto al Nord e le briciole al Sud. E confidiamo che il punto più basso della nostra classe politica meridionale possa rappresentare forse la fine del crollo delle nostre istituzioni e la ripartenza per una nuova casse politica seria ed attrezzata che sappia far valere il peso politico della nostra terra. Buon lavoro e in bocca al lupo a tutti noi”.

L’augurio anche di Musumeci, con un chiarimento: “La Sicilia è pronta a mettersi al tavolo del confronto sui dossier ancora aperti: misure economiche, attuazione dello Statuto, sburocratizzazione per le opere pubbliche e grandi infrastrutture, solo per citare alcuni esempi. Nel rispetto del principio della leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni – conclude - siamo pronti anche a condividere la difficile gestione di questa emergenza sanitaria ed economica. Salute e lavoro sono i due pilastri di questo nostro tempo. E ognuno deve fare la propria parte”.

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