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Caso La Paglia, astensioni di massa in commissione Ars: la palla passa a Musumeci

Il gesto simbolico dei deputati regionali sull'eventuale revoca del mandato al direttore generale Asp. Un solo voto favorevole: quello di Pino Galluzzo di Diventerà Bellissima

Sul caso La Paglia l'Ars ha deciso di non decidere. I deputati della commissione Sanità hanno infatti optato per l'astensione di massa sulla proposta di revoca dell'incarico del direttore generale Asp, la cui sospensione è stata prorogata proprio ieri. E' bastato dunque solo il voto favorevole di Pino Galluzzo (Diventerà Bellissima) per dare il via libera all'approvazione dell'atto di indirizzo dell'Aula, obbligatorio ma non vincolante.

Tutto passa quindi definitivamente nelle mani del governatore Nello Musumeci (assente ai lavori) a cui spetta la delega alla Sanità dopo le dimissioni dell'assessore Ruggero Razza. Un mese di tempo, quello della proroga in sostanza,  per decidere alla luce delle indagini tutt'ora in corso da parte della commissione nominata per valutare la gestione dell'Asp durante la pandemia. Una decisione che, stando alle indiscrezioni del palazzo, sembra ormai decisa con La Paglia destinato a lasciare definitivamente l'Azienda Sanitaria Provinciale.

5 Stelle: "Messina abbandonata, Regione ha le sue colpe"

Sul verdetto dell'Aula interviene il deputato 5 Stelle Antonio De Luca, presente in commissione Sanità. “Il voto odierno sulla decadenza del direttore generale dell’Asp di Messina, La Paglia, ha certificato in maniera inequivocabile la solitudine del presidente Musumeci, che assieme all’assessore Razza ha letteralmente abbandonato la città dello Stretto. La decadenza – afferma De Luca – è passata con l’unico voto a favore espresso, con l'intera commissione astenutasi per dare un forte segnale di disapprovazione in merito alla gestione dell'emergenza Covid targata Razza-Musumeci. Se la commissione Sanità o le opposizioni avessero voluto salvare politicamente La Paglia sarebbe stato sufficiente esprimere 1 o 2 voti contrari al parere o più semplicemente abbandonare i lavori facendo cadere il numero legale, ma non era questo l'obiettivo e persino i deputati di centrodestra hanno deciso di astenersi per dare un segnale a Musumeci”. 
“Anche questa volta – continua De Luca - Musumeci ha preferito non presentarsi in commissione per illustrare le motivazioni che lo hanno portato a promuovere la decadenza del dirigente. La commissione con l'astensione generale ha di fatto evidenziato che le responsabilità circa la cattiva gestione dell'emergenza è da ascrivere interamente all'intera amministrazione regionale oltre che dell'Asp messinese e soprattutto è da attribuire a chi nominato i dirigenti e non ha vigilato sul loro operato. Nel corso della seduta è stato evidenziato come la gestione della crisi sanitaria sia stata fallimentare in tutta l'isola e quindi Musumeci avrebbe dovuto rimuovere tutti o quasi i dirigenti generali delle Asp siciliane e anche i commissari Covid nominati dal suo governo”.


“La commissione – conclude  De Luca - ha espresso anche perplessità  sulla serenità di giudizio di chi ha stilato la relazione che ha dato avvio al procedimento di revoca. Alcuni stralci di intercettazione relativi all’inchiesta che ha recentemente travolto l’assessorato alla Sanità, infatti,  hanno evidenziato come il dirigente generale fosse quanto meno inviso ad alcune figure di rilievo dell’assessorato, tra cui la dott.ssa Di Liberti. Ciò ha influito notevolmente sulla capacità di giudizio della commissione che dunque si è espressa per consentire l'approvazione del parere in merito alla decadenza di La Paglia e contestualmente dare atto del fallimento di Musumeci, sempre più solo e forse anche per questo oggi nuovamente assente”.

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