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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Politica

Ars, l'ultimo seggio conteso da Laccoto e Genovese: è "scontro" sull'accesso agli atti

Il sindaco di Brolo sostiene che bisogna attendere la proclamazione degli eletti e ha inviato una nota a tutti i Comuni. L'avvocato Scurria già vicino a Cateno De Luca segue le procedure per i Popolari autonomisti. Intanto la prefettura chiarisce il caso...

Compagni di partito nel Pd per lunghi anni seppur con padre e zio allo "scontro" oggi per il seggio all'assemblea regionale. L'ottavo e ultimo a disposizione dei candidati messinesi. Pippo Laccoto della Lega, ufficiosamente eletto in attesa della proclamazione, e Luigi Genovese di Popolari Autonomisti si contendono uno scranno che potrebbe andare all'attenzione dei giudici amministrativi nei prossimi mesi.

Dopo il brindisi ufficiale all'ingresso di Palazzo Piacentini di Alessandro De Leo di Sud Chiama Nord e al momento la mancata elezione di Genovese quest'ultimo non si è dato per vinto e con lo staff ha fatto richiesta di accesso agli atti a tutti i Comuni per avere i verbali e procedere al conteggio dei voti alle regionali 2022 in modo da avere conferma della distanza di una trentina di preferenze tra la lista della Lega e quella dei Popolari autonomisti,  crocette che stanno determinando il risultato a favore di Laccoto. A seguire le procedure, per conto di Genovese, che forse porteranno a un ricorso al Tar l'avvocato Marcello Scurria, già vicino all'ex amministrazione De Luca ed ex presidente di Arisme, l'Agenzia per il Risanamento creata proprio dal leader di Sud chiama Nord. Ma l'accesso agli atti di Genovese sta trovando l'opposizione di diversi Comuni, in testa Brolo, guidato proprio da Laccoto, e Gioiosa Marea, che non intendono consegnare la documentazione.

Laccoto ha anche scritto una nota a tutti i Comuni in cui sostiene che gli atti "allo stato non ostensibili non dovranno essere rilasciati prima della chiusura del procedimento che sarà esitato con la proclamazione degli eletti". Il sindaco di Brolo ha richiesto in quanto parte in causa di avere la comunicazione preventiva delle istanze di accesso e che se i documenti saranno rilasciati anche lui dovrà averli e trasmessi alla sua pec. 

"La circolare dell'assessorato regionale agli Enti Locali - ha dichiarato a MessinaToday Laccoto - limita in questa fase questa richiesta visto che ancora non c'è la proclamazione degli eletti ma il dato elettorale della commissione sì ed è già definitivo; io ho semplicemente fatto notare questo, se i Comuni lo faranno dovranno inviare i verbali anche al sottoscritto; da Brolo dove non si occupa di queste vicende il sindaco ma la segreteria generale e l'ufficio elettorale non c'è alcun ostruzionismo contro chi fa richiesta". Dall'entourage di Genovese sottolineano invece che il Comune di Brolo non ha neppure risposto al sollecito con data 15 ottobre dopo l'istanza trasmessa la scorsa settimana. 

La prefettura, a cui sono giunte richieste di chiarimento sulla vicenda, ha già contattato l'assessorato regionale alle Autonomie Locali evidenziando che già la "legge regionale 20 marzo 1951 prevede e disciplina la pubblicità dei risultati elettorali sia per quanto attiene le operazioni delle singole sezioni elettorali, sia le operazioni degli uffici centrali circoscrizionali". Per la prefettura l'accesso agli atti è legittimo seppur senza che avvenga in maniera diffusa e con il minor aggravio possibile per gli uffici comunali. 

Laccoto dal 2017 non è nuovo a ricorsi elettorali per l'Ars. A legislazione avviata il sindaco di Brolo subentrò nella lista del Pd a Franco De Domenico per le mancate dimissioni di quest'ultimo nei tempi previsti dalla legge da direttore generale dell'Università di Messina prima delle elezioni regionali. I giudici amministrativi diedero ragione a Laccoto estromettendo dall'Ars il candidato sindaco del centrosinistra alle ultime elezioni comunali del capoluogo. 

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