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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

Area ex Asi a Larderia, Merlino (Dc): "La Regione realizzi un polo di alta formazione"

Il candidato alle elezioni regionali per la Dc e responsabile provinciale messinese del partito per infrastrutture, trasporti e isole minori, lancia la proposta per il futuro della zona industriale

"Da anni ormai l'area Asi a Larderia di Messina, ora gestita dall' Irsap, è completamente abbandonata. Da quando la Regione si è disimpegnata, non occupandosi più della zona industriale, gli imprenditori ancora presenti si trovano a dover operare in spazi sporchi, in mezzo ai rifiuti, senza luce e manutenzione stradale o di altro tipo. Quella che doveva essere un'area strategica per il futuro della città è diventata una zona fantasma, dove esistono pochi capannoni ancora occupati, e il resto degli spazi è in mano ai vandali e persone malintenzionate che operano indisturbati vista l'assenza dei controlli. Sarebbe dunque utile riorganizzare l'area, e anzi, formare qui un Centro di eccellenza, con diverse possibilità di sviluppo concreto, per creare centinaia di posti di lavoro".

A dirlo Salvatore Merlino candidato alle elezioni regionali per la Dc e responsabile provinciale messinese del partito per infrastrutture, trasporti e isole minori. "Si potrebbe - aggiunge Merlino - lavorare qui allo sviluppo di nuove start up di ultima generazione realizzando qui un Polo di alta formazione, creando poi anche un risvolto pratico, fornendo i capannoni dismessi gratis per 10 anni ai giovani che dimostrano di avere buone idee e riescono a svilupparle. Si potrebbe altresì creare un Polo che sia rispettoso di alcune esigenze, oggi più rilevanti, visto che ripresa e resilienza dovranno necessariamente accompagnarsi a spinte in materia di transizione tecnologica, sostenibilità e ricerca. Essenziale dunque creare un Centro, nel quale il legame con il tessuto produttivo dovrà essere forte. Si deve tuttavia, rivedere la mission e le linee guida di sviluppo. In questa fase storica è poi necessario incentrare alcuni focus principali della formazione sulle digital skills, o competenze digitali, e declinarle in alcune aree in forte crescita: intelligenza artificiale, cybersecurity, smart cities, finanza digitale e industria e servizi digitali. Si dovrà poi facilitare la nascita e la crescita di startup attive in questi settori, perché possano diventare player nazionali e mondiali. Fondamentale, sarebbe inoltre, creare delle sinergie tra alta formazione e mondo del lavoro, considerando che le startup sono nuove imprese ad alto tasso di innovazione, con un dna votato alla crescita. Sono strutture snelle, estremamente più veloci e propense al rischio rispetto alle aziende consolidate, così che riescono a portare avanti idee che nelle strutture più grandi verrebbero bloccate. La collaborazione tra imprese consolidate e startup è chiamata open innovation, proprio perché permette alle imprese di fare innovazione aprendosi all'esterno.

"Nonostante la pandemia e le problematiche economiche del territorio, - continua Merlino - questa può essere la risposta formidabile al bisogno di innovazione e autoimprenditorialità, soprattutto dei giovani, con una visione sempre più internazionale e attenta ad investire nella formazione del capitale umano: costruendo un ecosistema aperto a tutti e in grado di fornire le competenze necessarie".

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