Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Il piano per l' Atm bocciato in consiglio? “Si proceda con la liquidazione coatta”

La richiesta dei commissari alla Regione dopo la bocciatura in consiglio comunale. L'ennesimo colpo di scena con l'annuncio di una diretta facebook del sindaco De Luca. Che avverte: “Si salvi chi può”

Il sindaco Cateno De Luca

Il consiglio comunale boccia il piano di liquidazione dell’Atm e i commissari chiedono alla Regione la liquidazione coatta. E’ l’ennesimo colpo di scena dopo la seduta fiume di ieri che ha sancito la prima, vera, sconfitta in consiglio comuanle del sindaco cateno De Luca che si è ritrovato in aula senza la maggioranza su cui di fatto ha potuto contare in questo anno e mezzo. In 12 si sono astenuti, 11 favorevoli.

De Luca affiderà ad una diretta facebook, oggi alle 22,  la sua verità per racconatre retroscena e conseguenze gestionali e politiche “di questa squallida ed inquinante vicenda”. La prima conseguenza è già arrivata. Già ieri sera i commissari liquidatori avevano anticipato che non avrebbero più portato avanti il piano di liquidazione sentendosi sfiduciati dal consiglio comunale. 

Bocciatre in consiglio e contraccolpi

“Ho tentato di spiegare – scrive oggi in un post il sindaco -  che si trattava di una vendetta politica nei miei confronti e che le motivazioni sciorinate erano pretestuose e finalizzate a giustificare il voto contrario. Ci siamo lasciati verso le ore 23.30 con l’impegno di ripensarci ed evitare la dichiarazione di fallimento (liquidazione coatta amministrativa) ma verso le ore 4 mi è stata invita la bozza della nota che alle ore 9.40 è stata invita per Pec al Comune di Messina e ad altri Enti”.

La nota è quella dei commissari liquidatori Pietro Picciolo, Fabrizio Gemelli, Roberto Aquila Calabrò, che nell’istanza inviata anche al presidente della Regione, ai dipartimenti delle Attività produttive, delle infrastrutture e dei trasporti, oltre che a vicesindaco e segretario generale del Comune – chiedono la liquidazione coatta.

Nella nota si fa presente “che sussistono i presupposti soggettivi ed oggettivi per la dichiarazione di liquidazione coatta amministrativa dell’azienda speciale Atm in liquidazione volontaria” nonostante l’Azienda trasporti è azienda speciale del Comune di Messina e, quale Ente strumentale, pur non essendo soggetta alle procedure fallimentari è soggetta, ricorrendone i presupposti, alla liquidazione coatta amministrativa.

I presupposti per i liquidatori sono quelli che emergono nella relazione al piano bocciato dal consiglio: gravi irregolarità nella gestione e nella amministrazione, nonché da gravi e reiterate violazioni di norme di legge nonché per l’inadeguatezza dei fondi messi a disposizione nell’esercizio dell’attività che rende insolvente l’azienda che dal 2002 non ha bilanci approvati e annaspa con oltre 80 milioni di euro di debiti. 

Le motivazioni dei commissari

“La dichiarazione di liquidazione coatta amministrativa – si legge nel documento -  si rende particolarmente urgente in quanto non è ipotizzabile procedere ad una liquidazione volontaria in assenza del supporto dell’Ente Comunale, assenza conclamata dalla disapprovazione del piano di liquidazione.  Inoltre, la non condivisione dell’operato dei liquidatori manifestata anche con esposti e ricorsi giudiziari da alcune sigle sindacali, a prescindere dalla loro valutazione e nel rispetto della loro ed eventuale fondatezza, alterano la sensibilità del sistema. In particolare, si prende atto che nonostante la disponibilità dell’Azienda ad agevolare anche a mezzo di programmati tavoli tecnici con i sindacati non si è avuta la piena disponibilità in tal senso, con conseguente ed inevitabile impossibilità di procedere per come si era previsto per evitare la mera cessazione dei rapporti di lavoro in conseguenza della cessazione del servizio. Peraltro, ciò ha comportato anche l’allarme per il sistema bancario e l’aggressione con procedure esecutive individuali dei creditori le quali, inevitabilmente, rischiano di alterare la par condicio creditorum non consentendo inoltre ai liquidatori di avviare tentativi di definizione stragiudiziale e di composizione bonaria con il ceto creditorio. Per quanto sopra – conclusono i liquidatori - vista la imminente scadenza dell’esercizio provvisorio cui conseguirà tra l’altro la cessazione di tutti i rapporti di lavoro nonché il mancato conseguimento dei corrispettivi, si rende necessario provvedere con tempestività alla dichiarazione di liquidazione coatta amministrativa al fine di evitare l’alterazione dei criteri di liquidazione e la conseguente dispersione dell’attuale residuo attivo”.

Il 27 dicembre in aula per comportamento antisindacale

Intanto è stata fissata per il 27 dicembre alle ore 10 l'udienza per il ricorso presentato al giudice del lavoro da Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub che chiedono di accertare e dichiarare antisindacale il comportamento posto in essere da Atm in liquidazione e per l'effetto, ordinare alla Atm in liquidazione e Atm spa, nonchè al Comune di Messina nell’esercizio delle sue competenze di controllo, la rimozione degli effetti del comportamento antisindacale e, conseguentemente, ordinare di revocare immediatamente ogni disposizione assunta in mancanza della preventiva informazione e del confronto sindacale, secondo le modalità ed i tempi  previsti dalla legge a tutela dei diritti dei lavoratori e del loro stato giuridico e patrimoniale.

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