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Lo Giudice a muso duro: "Siracusano e Musolino? Due patetiche comparse per la legge risanamento di Messina"

Operazione verità del coordinatore regionale di Sud chiama Nord dopo il video della deputata di Forza Italia e dell'ex assessore di Cateno De Luca passata a Italia Viva

"Siracusano e Musolino? Due semplici patetiche comparse per la legge risanamento di Messina".

Volano stracci dopo il video della deputata Matilde Siracusano con la senatrice Dafne Musolino che accusano il leader di Sud chiama Nord di aver detto bugie nei comizi sull'impegno messo in campo per lo sbaraccamento sostenendo che "la legge sulle baraccopoli non sia frutto del mio lavoro parlamentare bensì di un voto di scambio, di un accordo con il presidente Berlusconi per candidare Dafne Musolino alle europee".

Una ricostruzione duramente contestata dall'esponente di Forza Italia e l'ex assessore di De Luca transitata poi armi e bagagli in Italia Viva che ha scatenato la reazione del coordinatore regionale di Sud chiama Nord Danilo Lo Giudice.

“Ho letto la nota e visto il video congiunto della senatrice Dafne Musolino e dell'onorevole Matilde Siracusano - scrive Lo Giudice -  e, vista la sua pateticità, non possiamo non replicare. Sentire dalla Musolino e dalla Siracusano che il famoso “patto della Madonnina” (voti alle europee 2019 ed in cambio legge per eliminare le baracche) non è mai esistito fa emergere l’ipocrisia di entrambe e nel contempo conferma il loro ruolo di comparse non avendo né arte (potere legislativo, la Siracusano senza un gruppo politico coeso sulla proposta alias Berlusconi) né parte (voti, cioè i 50 mila che ci siamo impegnati a far conseguire alla Musolino nelle liste di forza Italia mettendoci la faccia e la credibilità di Cateno De Luca). Sono stato proprio io a mediare tra Cateno De Luca e Gianfranco Miccichè affinché si arrivasse a questo patto. La senatrice Musolino ha dimenticato forse quando nel corso della campagna elettorale per le elezioni europee del 2019 proprio lei dal palco parlava del Patto della Madonnina, alias l’impegno ad ottenere 50 mila preferenze in cambio dell’approvazione della legge sul risanamento".

Secondo lo Giudice quel patto è stato siglato alla luce del sole e sancito anche nel corso di un pubblico comizio in Piazza Duomo il 24 maggio del 2019 quando intervennero sia Miccichè che il presidente Berlusconi in collegamento telefonico.

"Giusto per rinfrescare la memoria a qualcuno - continua Lo Giudice - vorrei ricordare quanto detto da Berlusconi in quell’occasione che riportiamo letteralmente: 'Spero che dopo queste elezioni grazie ad una buona affermazione di Forza Italia, potremo tornare presto al governo e lavorare anche per liberare Messina dalla baraccopoli, una realtà incredibile che non conoscevo ma che deve essere risolta in tempi brevi'. L’on. Siracusano - spiega Lo Giudice - non aveva mai parlato delle baracche al leader del suo partito né quindi aveva mai avviato un iter legislativo per la sua risoluzione. La prima proposta di legge l’on. Siracusano la presenta nel 2018, quando Forza Italia era all’opposizione ma la Musolino si sarà confusa, e solo perché così come la stessa Siracusano riporta nel testo della proposta di legge:  “A causa della gravissima situazione igienico-sanitariaambientale, il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha emanato l’ordinanza contingibile e urgente n. 163 del 6 agosto 2018, per lo sgombero e la demolizione di tutte le strutture abitative che insistono negli ambiti di risanamento. Entro il 31 ottobre 2018, dovrà essere attuato lo sgombero di tutte le persone e le cose dalle strutture abitative che insistono negli ambiti di risanamento e si dovrà procedere alla contestuale recinzione, messa in sicurezza e vigilanza dei siti. L’ordinanza ha inoltre previsto la demolizione, entro il 31 dicembre 2018, di qualsiasi manufatto che insiste negli ambiti individuati. Questa era la presa di posizione che Cateno De Luca da primo cittadino di Messina ha messo in atto per avviare il processo di risanamento. Poi il Patto della Madonnina ci ha consentito di andare oltre. L'accordo prevedeva che l'opposizione, come consuetudine, nell’ambito delle quote che spettavano alle proposte che avrebbero trovato accoglimento avrebbe acceso i riflettori proprio sullo sbaraccamento. Forza Italia dunque pur se all’opposizione si era presa l’impegno a sollevare questa questione all'interno del Parlamento cosa che è avvenuta. In tutta questa storia - insiste -  la senatrice Dafne Musolino e l’on. Matilde Siracusano sono state semplici comparse. Però alla senatrice Musolino, che quando le è convenuto come in occasione delle elezioni per il Senato ha affermato lei stessa nelle piazze di essersi sacrificata alle europee per portare alla città di Messina un grande risultato, oggi dico che onestamente ci ha stancati. 

"Senatrice, vada pure a denunziare la notitia criminis del voto di scambio - conclude Lo Giudice rivolgendosi direttamente alla Musolino - che ha garantito alla città di Messina questo risultato storico dove Cateno De Luca e Miccichè sono stati i dominus e lei insieme alla Siracusano delle semplici comparse come da rispettivo curriculum. La Siracusano è stata già bocciata due volte dai messinesi, una prima volta a salvarla sono stati i palermitani, la seconda volta invece i piemontesi. La storia della senatrice Musolino è ben nota e va ben oltre la storia di Caligola che ha nominato senatore il suo cavallo.”

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