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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica Furci Siculo

Regionali, Musumeci a Furci: "Io candidato naturale, la politica non ha bisogno di spettacolo ma di concretezza"

Il presidente della Regione nella cittadina jonica per inaugurare il lungomare commenta l'attuale spaccatura all'interno della sua coalizione: "Se io continuo a essere divisivo e il candidato unitario non si trova è evidente che qualcuno sta lavorando per fare perdere il centrodestra"

"Non ho mai detto di essere il candidato migliore ma di sicuro quello naturale". Mantiene la sua posizione il presidente della Regione, Nello Musumeci, che stamattina a Furci Siculo ha inaugurato il nuovo lungomare, ampliato nei tratti sud e nord con un intervento finanziato con 1 milione 297mila euro del Patto per il Sud finalizzato a salvaguardare la costa dall’erosione del mare.  Musumeci ha messo in evidenza l'impegno della Regione per contrastare il dissesto idrogeologico e in particolare l'erosione costiera. Già a maggio dello scorso anno aveva dato avvio alle opere e adesso è tornato per tagliare il nastro della rinnovata litoranea, insignita quest’anno della Bandiera blu.

Nel corso della stessa cerimonia il lungomare di Furci è stato intitolato al professore Carmelo Garufi, sindaco di Furci dal 1952 al 1985. Musumeci è stato accolto dal sindaco Matteo Francilia e dalla sua amministrazione, autorità civili e militari, il parroco don Massimo Briguglio e i familiari del professore Garufi. "Questa iniziativa è anche un atto di omaggio a un cittadino illustre - ha detto Musumeci - quando il ricordo di un amministratore rimane vivo vuol dire che ha lasciato il segno. Oggi la politica non ha bisogno di spettacolo ma di serietà e concretezza e spesso bisogna lavorare nel silenzio del dovere".

Inevitabili, a margine dell'inaugurazione, i riferimenti alla candidatura alla Regione: "Io non ho mai detto di essere il candidato migliore del centrodestra ma di sicuro quello naturale - ha detto rispondendo ai giornalisti - come tutti i candidati uscenti. Se non c'è una alternativa, diteci cosa dobbiamo fare.  Sono disponibile a mettermi da parte se dovessi risultare veramente divisivo e si trovasse un candidato unitario, ma se io continuo a restare divisivo e il candidato unitario non si trova, è evidente che qualcuno sta lavorando per fare perdere il centrodestra. E se il centrodestra perde in Sicilia perderà anche alle politiche".

Secondo il leader di Sicilia Vera, Cateno De Luca, proprio in queste ore Ignazio La Russa starebbe tentando di ricucire lo strappo interno al centrodestra. "La verità però - spiega l'ex sindaco candidato alla presidenza della Regione - è che Giorgia Meloni si è stancata di Nello Musumeci, anche perché aver chiesto un tavolo adesso scombina i piani della Meloni che voleva in anteprima la Sicilia perché si vota a novembre. Solo dopo avrebbe aperto il tavolo nazionale dove avrebbe fatto valere il fattore Lollobrigida, capogruppo alla Camera di FdI e cognato della Meloni, che vuole la presidenza della regione Lazio per suo cognato. Adesso invece  il tavolo si apre per tutte le candidature delle Regioni. Ed ovvio che non può avere o quantomeno imporre i suoi nominativi sia in Sicilia che nel Lazio. Ed è a questo punto che scompare la figura di Musumeci".

Iquesto quadro, secondo l'ex sindaco di Messina,  si inserisce Miccichè che al tavolo del centrodestra siciliano vuole proporre un nome alternativo a Musumeci e di compromesso: Raffaele Stancanelli. "E' un nome utile a tentare di frenare FI - insiste De Luca - e che va bene  a Raffaele Lombardo, va bene a Miccichè perché nella geopolitica è di Catania e gli consente di tornare a fare il presidente del Parlamento siciliano. È un nome che va bene anche a Luca Sammartino, perché Stancanelli, che ha 70 anni, fa nuovamente il patto dei 5 anni e non un anno in più consentendo a Sammartino di prepararsi alla scalata. L'unico ovviamente a cui non va bene è Nello Musumeci. Io ho grande stima di Stancanelli ma il suo problema è che sarebbe accompagnato sempre dalla solita banda bassotti di cui sarebbe garante. Noi siamo al di fuori di queste faide. La nostra posizione è chiara, noi siamo contro questo sistema"

A Furci Siculo, Musumeci ha dribblato ogni domanda dei giornalisti sulle dichiarazioni di De Luca, calandosi nel suo ruolo istituzionale. Dopo l'inagurazione del lungomare è stato a Santa Teresa di Riva, dove, al fianco dei due delfini di De Luca, il neo sindaco della Città metropolitana Federico Basile e il deputato regionale e sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha partecipato al solenne pontificale in onore della Madonna del Carmelo, patrona della città. La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, con la concelebrazione dei sacerdoti del comprensorio e la presenza delle autorità civili e militari. 

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