Villarosa all'attacco: “Musumeci critica il governo ma sui posti letto a Messina scelte incomprensibili”

Dal sottosegretario al viceministro Cancelleri, le accuse dei pentastellati dopo il Dpcm e le proteste per la classificazione arancione. “Popolazione esposta a grossi rischi sanitari, nello Stretto solo 3 posti di terapia intensiva in più rispetto Caltanissetta”

Alessio Villarosa

"Leggo, nello stesso giorno, le critiche del presidente Musumeci verso il Governo e il piano Covid che il Governo Musumeci vorrebbe realizzare entro il 30 novembre e resto colpito.
Da un lato si attacca il Governo nazionale perché il 5 novembre decide, dopo aver analizzato tutti e 21 indicatori conosciuti da tempo, di istituire in Sicilia la cosidetta “zona arancione” e dall'altro, sempre il 5 novembre, si dice che entro il 30 novembre (tra 25 giorni) la Sicilia avrà 3600 posti Covid attivi."

Mentre l’assessore alla salute Ruggero Razza annuncia il lungo confronto con l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute e la promessa che nei prossimi giorni la cabina di regia nazionale valuterà i dati siciliani, piovono critiche dal M5Stelle,  in merito alle scelte del governo regionale sui posti covid in provincia di Messina.

Ad “infierire”, dopo le polemiche legate al Dpcm, è il sottosegretario Alessio Villarosa. "Andando ad analizzare poi questi posti letto che verranno realizzati entro il 30 novembre si trovano situazioni alquanto discutibili - spiega Villarosa -  La provincia di Messina, con oltre 100 contagi giornalieri ed una popolazione di 650 mila abitanti, avrà forse attivi (al 30 novembre) 236 posti Covid ordinari e 39 posti di terapia intensiva covid, giusto 3 in più della provincia di Caltanissetta.

Inoltre la maggior parte di questi 39 posti previsti per terapia intensiva saranno concentrati nella sola città di Messina, dove troveremo ad esempio l'ospedale Piemonte che dovrà trattare 6 posti letto di terapia intensiva Covid senza che ad oggi, ma anche a piano completamente realizzato, abbia mai avuto posti ordinari per malati Covid. Altro caso anomalo sarà il presidio di Barcellona Pozzo di Gotto che dopo essere stato trasformato totalmente in Covid Hospital con uno spostamento totale dei reparti, nonostante possegga uno dei migliori reparti di malattie infettive ed abbia già affrontato il Covid, avrà comunque 50 posti letto ordinari per malati Covid e incredibilmente solo 2 posti letto “tecnici” di intensiva Covid.

Ritengo essere, queste, scelte molto discutibili che penalizzeranno e potenzialmente potrebbero anche esporre tutto il territorio della provincia di Messina a grossi rischi sanitari. Spero che, al posto di continuare a criminalizzare il Governo creando tensioni sociali, Musumeci e l'assessore Razza pensino anche a questi importanti dettagli, visto che la seconda ondata era ampiamente prevedibile." conclude Villarosa.

Sulla stessa lunghezza d'onda, la senatrice messinese Grazia D’Angelo: “Musumeci ha definito assurda la scelta del governo nazionale di inserire la Sicilia nella zona arancione - scrive Grazoa D'Angelo - Reputo surreali le dichiarazioni dello stesso Governatore siciliano che si stupisce e dà colpe al governo nazionale. Musumeci conosce perfettamente la condizione di estrema vulnerabilità della sanità siciliana e già da aprile sa quali sono i 21 parametri stabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico da rispettare. Che si prendano le proprie responsabilità e agiscano subito, utilizzando gli importanti finanziamenti provenienti da Roma previsti per potenziare il sistema sanitario delle regioni italiane e fra due settimane, quando ci sarà un ulteriore aggiornamento dell’andamento della pandemia, potremmo diventare zona gialla”.

Duro anche  il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, leader siciliano del M5S: "Ci sono due modi di amministrare e fare politica: con serietà e affrontando i problemi con pragmatismo per provare a risolverli, oppure con faccia tosta, mentendo spudoratamente a tutti e provando ad accollare ad altri responsabilità e inadempienze tutte proprie. Indubbiamente il presidente siciliano Musumeci appartiene a questa seconda categoria. Per chiarezza e onestà intellettuale nei confronti dei miei corregionali siciliani, Musumeci, anziché attaccare in maniera pretestuosa il governo Conte, dovrebbe dire che i parametri che hanno determinano il colore delle regioni non sono stati dati dal numero dei contagi, ma dalla situazione del sistema sanitario di ogni singola regione. Che, come sappiamo, in Italia viene gestito dalle stesse regioni".  

“Musumeci - continua Cancelleri - piuttosto dovrebbe spiegare a noi siciliani perché in questi mesi, dei 301 posti di terapia intensiva richiesti, il suo governo ne ha realizzato solo poco più di 100. Il governo Conte, che Musumeci non perde occasione di attaccare, ha messo a disposizione dell’Isola ben 125 milioni da spendere nella sanità per fronteggiare l’emergenza Covid, il governo regionale ne ha spesi ad oggi solo meno di 50. La verità è che il presidente della Regione Siciliana ha perso l’ennesima occasione per tacere. Diventerà bellissima promette da anni, ma la Sicilia purtroppo è diventata arancione".

E mentre Razza spieha di aver letto troppe cose non vere sulla rete e annuncia di spiegare nel dettaglio il confronto con l'Istituto superiore della Sanità invitando a non creare "tensione sociale”, restano critici anche gli esponenti pentastellati dell'Ars. “Andavano aumentati posti letto, tamponi e tracciamento, invece cosa è arrivato? L'aumento delle pensioni e dell'assegno di fine mandato dei deputati dell'Ars - dicono  i deputati Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute  - Musumeci si ostina a non voler dire se anche lui se li è aumentati, come gli chiediamo ripetutamene da giorni, di certo non sono stati aumentati i posti letto, tamponi e tracciamento che hanno contribuito parecchio a farci finire in zona arancione. E il presidente della Regione ha l'ardire di gridare allo scandalo? Altro che arancione, lui dovrebbe essere rosso di vergogna”
 
“Musumeci - proseguono – ha perso l'ennesima occasione per tacere. Scaricare le proprie responsabilità sul governo nazionale, per il fatto che la Sicilia è stata qualificata come zona arancione, secondo i 21 parametri scientifici usati per le chiusure regionali, è un atto di irresponsabilità politica che non ha precedenti e che dimostra tutta la sua inadeguatezza a rivestire e svolgere il ruolo di presidente della Regione siciliana. Musumeci dovrebbe spiegare ai siciliani quali misure, sul fronte dell’aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, la Regione siciliana ha predisposto, adottato e posto in essere da luglio a oggi, visto che il nuovo piano ospedaliero Covid è stato presentato solo ieri in commissione salute e prevede che tali posti letto non verranno aumentati se non alla fine di novembre. Dovrebbe pure spiegare ai siciliani perché, come riferisce il suo assessore, dei 123 milioni di euro che lo Stato aveva assegnato alla Sicilia per la lotta al contagio ne abbia speso poco meno di 50. Dovrebbe spiegare inoltre perché la medicina del territorio e le USCA sono mal funzionanti, lasciando nella completa solitudine, pazienti, sindaci e dirigenti scolastici delle scuole. e ancora, quali forme di tracciamento dei pazienti Covid ha adottato sino ad oggi e quali si prefigge di adottare”.

Da Musumeci e Razza i deputati 5 stelle pretendono risposte pure sul numero esiguo di tamponi effettuati. “Ci dicano perché facciamo solo 6000 tamponi al giorno. Se con 6.000 tamponi giornalieri abbiamo 1.000 contagiati al giorno, vuol dire che un siciliano controllato su 6 risulta positivo e allora quanti ce ne sarebbero se facessimo 20 o 30.000 tamponi giornalieri? Altro che arancione...”

“Lo stesso Cts siciliano – continuano i deputati 5 Stelle – ha fotografato la situazione critica della Sicilia, ammettendo che l'isola si trova attualmente nello scenario 3, ovvero in un contesto epidemiologico e sanitario caratterizzato da un RT compreso tra 1.25 e 1.5, da difficoltà nella gestione e monitoraggio nella catena di trasmissione, nonché da iniziali segnali di sovraccarico del sistema sanitario. Musumeci – concludono – più che cercare scuse, veda di trovare strade e si assuma le responsabilità delle proprie azioni. I siciliani sono stanchi di aspettare".

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