Masterplan, dopo la rimodulazione il via ai progetti: dai tre svincoli autostradali al revamping della linea tranviaria

Tutti cantieri che apriranno nei prossimi mesi grazie all'accordo tra Palazzo dei Leoni e governo. Salvi i 332 milioni di euro a disposizione di Messina e provincia. Il lieto fine tre anni dopo la firma del Patto

Così come annunciato la scorsa settimana dal sindaco Cateno De Luca, il governo ha dato l'ok per la rimodulazione degli interventi previsti nel masterplan.

Oltre il 50% dei progetti sono stati revisionati e inseriti in un nuovo cronoprogramma che vede a disposizione 332 milioni di euro per Messina e provincia. Scongiurato, dunque, il rischio di perdere i fondi per la presenza di interventi non fattibili o addirittura che costituivano un doppione.

Nei prossimi mesi si potrà iniziare a mettere in appalto la costruzione dei tre nuovi svincoli autostradali. I lavori riguarderanno la bretella di Alì Terme, oggetto di un sopralluogo la scorsa settimana, per la quale sono disponibili 41 milioni di euro. Gli altri progetti, invece, hanno come protagonista l'autostrada A20 con l'ampliamento dello svincolo di Villafranca Tirrena e la realizzazione di una nuova uscita nei pressi di Monforte.

Sul piatto anche i 25 milioni di euro per riqualificare la linea tranviaria oltre agli interventi per il sistema idrico, impianti, sportivi e arterie stradali a Messina e provincia. (In allegato l'elenco completo)

In particolare, due tipi di scelte strategiche caratterizzano le principali scelte di intervento: la messa in sicurezza delle reti stradali e delle strutture scolastiche che allo stato attuale presentano gravi criticità.
Il sindaco metropolitano Cateno De Luca ha sottolineato l'esigenza di operare celermente e con efficienza puntando non soltanto a rispettare i termini previsti ma anche ad anticipare le scadenze fissate nel Patto per lo Sviluppo della Città di Messina.

I responsabili del settore tecnico, Armando Cappadonia e Francesco Roccaforte, hanno esaminato gli aspetti tecnici dei nuovi progetti inseriti al posto di quelli “inattuabili” nei tempi previsti dal  Masterplan ed hanno sollevato i timori che un eventuale riproporsi dei problemi finanziari e di bilancio che fin qui hanno attanagliato la naturale gestione della Città metropolitana di Messina possa incidere nuovamente sui tempi di attuazione delle procedure di spesa.
 

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