Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Berlusconi: caccia a voti Fi in Sicilia, De Luca si candida a raccogliere il testimone: "Molti azzurri bussano alla mia porta"

Il fondatore del partito Sud chiama Nord pronto a colmare il vuoto politico creato nell'isola dall'uscita di scena del leader di Fi: "Non è altro che la continuazione naturale di un ruolo che avevo già assunto"

Dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, in Forza Italia cresce la preoccupazione per una possibile doppia 'emorragia': di eletti, che con l'uscita di scena del patriarca di Arcore potrebbero trovare una nuova collocazione; e di voti, di cui per decenni il Cavaliere è stato un formidabile catalizzatore. I riflettori sono puntati soprattutto sulla Sicilia, che da sempre ha rappresentato un bacino di consensi fondamentale per il partito azzurro. Lo sa bene il sindaco di Taormina Cateno De Luca, fondatore del partito Sud chiama Nord che oggi si candida a colmare il vuoto politico creato nell'isola dall'uscita di scena di Berlusconi. "Per noi è naturale raccogliere il testimone di Forza Italia", dice De Luca, intervistato dall'Adnkronos. "Da questo punto di vista io sono un precursore, rispetto ad altri che oggi fanno gli avvoltoi. Non è altro che la continuazione naturale di un ruolo che avevo già assunto, a prescindere dalla morte di Berlusconi".

L'ex sindaco di Messina non nasconde le sue ambizioni ed è consapevole dell'attrattività della sua creatura politica: "Io punto a fare il presidente della regione. E' ovvio che da questo punto di vista, essendo noi la prima forza politica in Sicilia, siamo visti, in prospettiva, come degli interlocutori. Oggi abbiamo 8 deputati al Parlamento siciliano e 2 parlamentari nazionali: siamo in una fase di grande crescita, con una presenza capillare in tutto il territorio siciliano".

Il primo cittadino di Taormina conferma di aver ricevuto già molte richieste da parte dei berlusconiani: "Diciamo che molti esponenti di Fi si sono 'prenotati': chi per un caffè, chi per un pranzo, chi per una cena... Per ora ho glissato, per le prossime due settimane la mia agenda è piena, devo occuparmi delle emergenze del mio territorio". Per ora De Luca non è intenzionato a raccogliere gli azzurri sulla propria nave: "Non sono interessato a operazioni di palazzo, il consenso si conquista sul territorio non con la transumanza politica. Per ora non è all'ordine del giorno prendere transfughi".

Un fedelissimo di Berlusconi in Sicilia come Gianfranco Miccichè ha già profetizzato la fine di Forza Italia dopo la morte del Cav: "E' noto che tra me e Gianfranco Miccichè c'è sempre stata reciproca lealtà. Con lui ho cenato, prima che si verificasse questa vicenda (la morte di Berlusconi, ndr), a conferma del fatto che tra noi c'è un rapporto personale. Lo voglio precisare: una delle persone che ha amato Berlusconi è Miccichè. Lui è una di quelle figure di spicco che sono comunque rimaste con Berlusconi, non con Forza Italia. Con la scomparsa del Cavaliere viene meno un collante. Berlusconi era Berlusconi e Forza Italia era Berlusconi", sentenzia De Luca.

Il primo decisivo test per De Luca saranno le europee del 2024, alle quali il politico siciliano intende presentarsi come capolista. Gli interlocutori sono, tra gli altri, Letizia Moratti e Matteo Renzi: "Con Letizia Moratti si è verificata profezia del Sud che chiama e del Nord che risponde. La nostra collaborazione è iniziata con le scorse regionali ed è proseguita con le assemblee. L'ultima si è svolta a Milano: lì c'erano anche Matteo Renzi, Mariastella Gelmini, quest'ultima a rappresentanza di Calenda, e tanti altri movimenti. E' un lavoro che abbiamo iniziato e che stiamo portando avanti insieme, a prescindere dalle dinamiche del Terzo polo, a cui non siamo interessati. Già il nome 'Terzo polo' - ironizza De Luca - porta sfiga: se uno già si considera 'terzo' vuol dire che qualcosa non va".

"Io voglio fare un matrimonio di interessi, non sono alla ricerca di formule per ammantare", ammette il fondatore di Sud chiama Nord. "Ma pongo due condizioni: la prima è che in un eventuale raggruppamento il brand Sud chiama Nord sia parte integrante del simbolo. La seconda condizione prevede me come capolista nei due collegi Sicilia-Sardegna e Italia meridionale. Inoltre - puntualizza - sono disposto a discutere solo con movimenti e forze politiche che hanno votato no al disegno criminale dell'autonomia differenziata. Diversamente, neanche mi siedo a discutere".

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