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Domenica, 26 Marzo 2023
Politica

Tragico naufragio, De Luca: "Sui migranti il governo Meloni continua a fare scelte disumane"

Il leader di Sicilia Vera sull'ultima strage del mare che ha offerto lo spunto per nuovi scontri tra maggioranza e opposizione. Intanto continuano le ricerche anche con i sommozzatori di Messina

“Ho la sensazione che i migranti siano ormai trattati come cose, non come essere umani e lo dico anche in relazione a quello che ha fatto questo governo sul tema creando una eccessiva burocratizzazione. Ma alla fine il risultato è molto chiaro e smentisce anche l’ultimo provvedimento di questo governo”.

Questa la posizione del leader di Sicilia Vera-Sud chiama Nord Cateno De Luca ai microfoni del programma di approfondimento Diario della Domenica a cura della redazione del Tg4, dopo l'ultima strage del mare, che ha offerto lo spunto per nuovi scontri tra maggioranza e opposizione sulle politiche attuate dal governo, e in particolar modo il nuovo decreto sulle Ong.

Il bilancio - alle prime luci dell'alba del 27 febbraio - è di 59 vittime: 21 uomini, 24 donne e 14 di minori, 9 maschi e 5 bambine. Tra loro anche due gemellini e un neonato. I dispersi sono ancora tanti e il numero dei morti al largo delle coste calabresi potrebbe arrivare a cento. La maggior parte di quegli uomini, quelle donne, quei bambini che tentava di arrivare in Italia è morta. 

“L’urgenza è quella di approcciarsi a questo fenomeno in modo diverso – ha detto De Luca - I provvedimenti finora attuati non hanno frenato il flusso, anzi questo atteggiamento di selezione e smistamento che avrebbe dovuto frenare o intimorire gli scafisti ha creato il fenomeno opposto. Se per poter alleggerire alcune realtà devo continuare ad aggravare le torture di questa gente, non ci sto. Non può essere questa la soluzione della politica”.

Poi sugli hotspot sovraffollati: “Cosa si è fatto fino ad oggi? Musumeci tre anni fa ha fatto una ordinanza per chiudere tutti gli hotspot della Sicilia. Il risultato è che non ne ha chiuso neanche uno. Lampedusa è in queste condizioni da dieci anni. La politica su questo tema deve essere molto seria, risolvendo strutturalmente il problema dell’accoglienza. Ma nel frattempo, un provvedimento che aumenta la tragedia di queste persone non è condivisibile”.

Intanto sono proseguite per tutta la notte le ricerche dei dispersi del naufragio di migranti avvenuto ieri mattina davanti alle coste di Steccato di Cutro, nel crotonese. Due motovedette della Guardia costiera hanno perlustrato tutta la zona, con l'aiuto dei Vigili del fuoco ma finora non risultano altri ritrovamenti. In azione anche i sommozzatori da Messina ma le condizioni meteo non aiutano: il mare è molto agitato e il vento forte.

Dall'inizio dell'anno, lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono morte in media tre persone al giorno. Il numero continua a salire e tocca ormai quota 26mila in dieci anni. Già 225 nel solo 2023, calcolando quelli del naufragio di oggi davanti alle coste crotonesi. Erano stati 2.406 nel 2022. Sono le vittime dei viaggi della speranza. Migranti partiti dall'Africa e dall'Asia col sogno di raggiungere l'Europa. Ma annegati durante la traversata, prima di toccare terra. 

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