Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Condotte gravi e clima d'odio, Navarra e altri tre deputati chiedono la rimozione di De Luca

Proseguono gli strascichi della discussione in consiglio della rimodulazione della tari e arrivano al Parlamento, dove gli onorevoli siciliani hanno presentato una interrogazione mettendo in luce alcuni aspetti discutibili del comportamento del sindaco di Messina

Clima d'odio generato dalle accuse pubbliche scagliate dal primo cittadino contro i consiglieri che non hanno approvato la rimoludazione della tari. È  questo il motivo per cui il deputato Pietro Navarra, insieme ai colleghi del Pd Raciti, Miceli e Cappellani, ha presentato una interrogazione al Ministro dell'interno per valutare se sussistono le condizioni per la rimozione del sindaco Cateno De Luca. 

"Da notizie a mezzo stampa si è appreso che, a seguito della bocciatura in consiglio comunale del piano Tari proposto dalla giunta, il sindaco di Messina, Cateno De Luca, durante una diretta Facebook, dopo aver accusato pubblicamente, indicandoli nominativamente, alcuni consiglieri comunali di essere i responsabili di più di 120 licenziamenti, avrebbe invitato indistintamente gli ascoltatori ad «andare a cercarli uno per uno»", spiega Navarra. 

"Non è la prima volta che il sindaco di Messina assurge agli onori della cronaca per aver insultato o dileggiato rappresentanti delle istituzioni come i consiglieri comunali, democraticamente eletti, oppure sindacalisti, o chiunque esprima opinioni diverse, ed è stato in passato condannato per vilipendio a seguito degli insulti pubblicamente rivolti al Ministro dell'interno", prosegue. 

"Tali comportamenti sono stati ripetutamente e pubblicamente denunciati da esponenti politici locali e nazionali del Pd, in quanto gravemente lesivi del rispetto che sarebbe dovuto alle istituzioni democratiche e ai suoi rappresentanti, e per il loro costante incentivo alla violenza e all'odio sociale; tuttavia, a parere degli interroganti, l'invito del sindaco durante la diretta Facebook, ad andare a «cercare i consiglieri uno per uno», solleva gravi preoccupazioni, contribuendo non solo a fomentare un pericoloso clima di odio nei confronti di oppositori politici, ma anche a configurare una vera e propria istigazione a delinquere", aggiunge. 

"Ad avviso dell'interrogante, è necessario ripristinare il corretto confronto democratico e prevenire il ripetersi in futuro di comportamenti analoghi, volti a contribuire a creare un pericoloso clima di odio. Si chiede se il Governo non intenda valutare se sussistano i presupposti per adottare le iniziative di competenza ai sensi dell'articolo 142 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, anche in ragione della gravità e della reiterazione delle condotte di cui in premessa", conclude. 

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