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Elezioni Europee, a giugno non sarà tra i candidati l'"animalista" Callegari

Rispetto a cinque anni fa il dirigente politico paga l'esclusione della lista dalla competizione elettorale

Non sarà candidato alle elezioni Europee come già visto nel 2019 il dirigente del partito animalista Carlo Callegari, calabrese di nascita ma messinese d'adozione: "L'esclusione della nostra lista dalla tornata elettorale per il parlamento europeo dell' 8 giugno 2024, con l'eccezione della circoscrizione Sud, non è solo una profonda ferita per me che ero candidato nella Circoscrizione Isole (come cinque anni fa) ma per tutto il nostro partito animalista, dalla quale sapremo riprenderci, ma è anche un attacco ai principi democratici. Le scadenze elettorale richiamano i cittadini alla loro responsabilità, li impegnano ad associarsi, ad organizzarsi, a dibattere, ad elaborare idee, proporre soluzioni, sviluppare programmi, insomma a contribuire alle sorti della nazione. Indipendentemente dal risultato delle urne è un arricchimento morale e civile per tutti. Il partito animalista - continua Callegari - ha praticato tutte le vie legali ed ogni forma di protesta pacifica  per affermare il suo diritto costituzionale di concorrere alle elezioni. Purtroppo l'imbroglio della normativa di iscrizione è stato così bene congegnato per limitare la rappresentanza dei cittadini da renderci impotenti di fronte all'ingiustizia. Il caos dei ricorsi alle sentenze contraddittorie delle procure (ricorso prima alla corte di Cassazione e successivamente al Tar del Lazio) certifica il nostro giudizio sull'arroganza e la prepotenza di chi esercita il potere a danno della partecipazione, che è il cuore della democrazia. Concludo dicendo tanto festoso sarà il verdetto delle urne, quanto velenoso è il veto del potere. Questa è l'Italia attuale "non donna di province ma bordello".

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