Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Il Partito Repubblicano riorganizza le file in Sicilia ripartendo dalla questione morale

Vertice romano per definire l'agenda. Nasce a Messina il comitato composto da Riccardo Barbera, Giovanni Amendolia, Andrea Italiano per la zona tirrenica e Pippo Manuli per quella jonica. Entro fine anno il congresso nazionale nella città dello Stretto

Quattrocentosettantadue casi di corruzione segnalati in un anno, anzi in mezzo anno, fino a luglio 2019. In testa alla classifica per i reati commessi, Lombardia, Campania e Sicilia.

A documentare il triste primato è la sezione italiana di Trasparency International ma a rilanciare il tema questione morale, è il consiglio nazionale del Prg che si è riunito a Roma sabato 5 ottobre.

Il partito ha infatti sottoscritto un ordine del giorno  in cui si impegna a modificare l’agenda repubblicana elaborata al recente congresso nazionale con l’inserimento del primo punto del programma del Pri il tema della “questione morale” per caratterizzarne l’azione ed il confronto da Nord a Sud “così da fornire – si legge nel documento – motivo di impegno e riferimento politico a quell’Italia smarrita del non voto e della protesta. Il nostro partito deve nuovamente essere identficato dai cittadini italiani come il partito della Questione Morale”.

Segretario regionale del partito è “storicamente” il messinese Pietro Currò che ha già dato mandato per costituire gruppi di lavoro del partito dell'Edera che dovranno rilanciare l’attività politica in Sicilia tenendo conto proprio dell’indicazione legata alla moralizzazione della vita pubblica.

“Adesso è il momento di ripensare ad una politica ispirata a quello che disse Spadolini in una intervista del 1992 - spiega Pietro Currò - nel quale affermava che la questione morale è la più grande delle questioni politiche. Da allora ad oggi nulla è cambiato e questa rimane la priorità. Anzi, assistiamo ad episodi continui di corruzione e illeciti arricchimenti che ci toccano anche da vicino”.

Currò ha proceduto ad affidare ad affidare a comitati nelle varie città i compiti di vigilare e dare indicazioni sui rispettivi territori di competenza. Responsabili a Messina sono stato nominati Riccardo Barbera e Giovanni Amendolia, Andrea Italiano di Barcellona per la zona tirrenica e Pippo Manuli per la zona jonica.

L'attività di Manuli è già da tempo concentrata sulla riviera Jonica, in particolare a Taormina dove da mesi punta l'attenzione sui debiti fuori bilancio del Comune. Oggi ha chiesto un incontro al nuovo liquidatore della dell'Asm, Antonino Fiumefreddo. In particolare Manuli chiede di sapere che intenzioni ha “come intende e se intende recuperare il credito di 6,5 milioni di euro, debitore il Comune e se è a conoscenza che dal 2013 il Consiglio Comunale non ha ratificato i relativi bilanci”. Manuli sottolinea “le strane relazioni del revisore” e sottolinea l'urgenza di vere presto un piano di programma per una delle aziende in liquidazione da un decennio che fino ad oggi ha solo drenato risorse pubbliche.

Entro fine anno è previsto il 17esimo congresso regionale del Partito Repubblicano che si terrà proprio a Messina.

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