Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

La risposta alla marcia dei sindaci, il Pd vuole votare nel 2019 alla Città Metropolitana

Nei primi giorni di luglio la direzione dei democratici organizzerà la mobilitazione degli amministratori, si farà pressing sulla Regione per elezioni immediate all'ex Provincia. E rispondere a De Luca su...

"Non possiamo permettere che un sindaco che non abbia un solo consigliere comunale a Messina possa gestire tutto ciò che vuole alla Città Metropolitana": Paolo Starvaggi, segretario provinciale del partito democratico, annuncia, dopo l'esecutivo di ieri pomeriggio, la convocazione nella prima settimana di luglio della direzione provinciale e nella seconda settimana organizzare la mobilitazione di sindaci e amministratori di tutta la provincia. Obiettivo è andare al voto per gli organi politici alla ex Provincia in autunno senza attendere il 2020. "Sarà deciso un tavolo permanente - dichiara Starvaggi - per portare a elezioni la Città Metropolitana il prima possibile, non possiamo e vogliamo stare a guardare un rinvio dannoso". Per salvare dal fallimento le ex Province Cateno De Luca aveva organizzato due "sfilate" di primi cittadini, una a Messina e l'altra a Palermo.

La marcia dei sindaci 

Il Pd vuole frenare il potere di De Luca in tutto il territorio provinciale che lo slittamento delle elezioni di secondo grado a Palazzo dei Leoni potrebbe dargli in relazione anche alla gestione dei fondi comunitari. La legge regionale n. 8 del 7 giugno 2019 stabilisce che l'elezione del Consiglio Metropolitano si svolgerà "in una domenica compresa tra il 1 aprile ed il 30 aprile 2020". Niente voto come già si sapeva entro fine mese. Il governo Musumeci ha ritirato, per paura di franchi tiratori nella maggioranza, l’emendamento che prevedeva la modifica della data delle elezioni di secondo livello per le Città metropolitane e i liberi consorzi. La presidenza dell'Ars attende adesso la presentazione di un nuovo disegno di legge in materia. E il Pd non vuole aspettare. 

I democratici si preparano anche a organizzare l'elezione della segreteria cittadina. Francesco Barbalace dei Labdem: "Un comitato di coordinamento attraverso il tesseramento 2019 e la riorganizzazione dei circoli nei quartieri provvederà per statuto al lavoro burocratico, come Labdem domani ci riuniremo perché abbiamo uno schema di proposte sull'iter delle elezioni di secondo grado all'ex Provincia che potrebbero tornare anche dirette, c'è in corso una programmazione interna sul ruolo che bisogna avere nella gestione della Città Metropolitana". L'ex deputato regionale Filippo Panarello che come gruppo è il più vicino alla segreteria nazionale del Pd conferma il percorso che dovrà definire in questo inizio estate le elezioni alle ex Province e un nuovo piano di riorganizzazione del partito dopo l'uscita di scena della segreteria Renzi.  

Sul ruolo di Davide Faraone e sulla composizione delle nuove segreterie provinciali in tutta la Sicilia Messina sarà tenuta fuori rispetto al rinnovo delle altre 8 aree. 
 

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